Giovedì, 20 Settembre 2018

Confindustria: "Mutuo da un miliardo? No si paghi con addizionali Irap e Irpef"

Sicilia, Economia

PALERMO. No al congelamento per trent'anni delle addizionali Irpef e Irap, ai livelli massimi in Sicilia, per garantire il mutuo da un miliardo di euro per pagare i debiti accumulati dalla pubblica amministrazione nell'isola con le imprese. Meglio puntare «su una seria spending review». L'altolà alla norma sulle garanzie contenuta nel disegno di legge sui pagamenti, che domani sarà esaminato dall'Assemblea siciliana, arriva da Confindustria. Ancora una volta è il presidente Antonello Montante a mettere in guardia il governo Crocetta, ma anche a stigmatizzare le posizioni di alcuni politici che tentennano sull'opportunità di approvare il ddl. «Siamo al delirio - dice Montante all'ANSA - È pazzesco pensare che pagare i debiti sia una manovra straordinaria. I debiti si pagano e basta, non esiste discussione. La pubblica amministrazione è inadempiente ed è perseguibile dai creditori; ed è altrettanto stucchevole la considerazione di qualche politico che fa differenza tra debito nei confronti di imprese siciliane, italiane o internazionali. È pazzesco». Ma Montante va oltre. Se il debito di 1 miliardo (600 mln a carico del sistema sanitario) va pagato, sulle garanzie Confindustria batte il pugno. «La Regione deve trovare i soldi in un altro modo - avverte Montante - per evitare di scaricare il mutuo sui cittadini e sulle imprese. Congelare per trent'anni le addizionali Irpef e Irap significa ipotecare una generazione e spaventare gli investitori». E indica un'alternativa: «Si punti a una seria spending review, è da lì che bisogna prendere le coperture». «Ci sono milioni di euro che si possono risparmiare - attacca Montante - Renzi annuncia tagli agli stipendi dei manager pubblici? Bene, in Sicilia la Regione però continua a pagare persino amministratori di società pubbliche in liquidazione per non fare nulla». «Questa non è demagogia - incalza il leader degli industriali - Stiamo parlando di numeri grossi. La Regione agisca come farebbero imprese e famiglie quando hanno un debito». Quindi l'affondo finale: «Che qualcuno cominci a indagare per scoprire perchè e come si sono spesi i soldi pubblici già previsti e destinati a pagare i fornitori».

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