Venerdì, 16 Novembre 2018

Mussomeli, la rapina alla Montepaschi Videocamere rilevano il volto di uno dei banditi

Un’irruzione compiuta senza l’uso di armi. Nel frattempo hanno arraffato ciò che vi era nella cassa di uno sportello, 2500 euro. Le indagini potrebbero presto portare ad identificare i banditi

MUSSOMELI. Caccia ai filmati delle telecamere piazzate attorno a via Palermo, nelle vicinanze con la Banca Montepaschi di Siena, fatta oggetto nel pomeriggio di giovedì di una rapina da parte di quattro uomini, tre dei quali con il viso travisato. Nelle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’istituto bancario si distinguerebbe la faccia di uno dei rapinatori, colui che dapprima è entrato dalla bussola, e poi ha aperto la porta di sicurezza per fare entrare i complici. Appena dentro hanno intimato i cassieri di stendersi a terra. Un’irruzione compiuta senza l’uso di armi. Nel frattempo hanno arraffato ciò che vi era nella cassa di uno sportello, 2500 euro. La gran parte dei soldi era già stata depositata nella cassaforte. In pochi istanti, dopo essersi impossessati delle banconote, i quattro sono fuggiti a piedi. Ad attenderli poco distante, secondo gli inquirenti, un quinto complice a bordo di un’autovettura. Dopodiché, sulla macchina hanno fatto perdere le proprie tracce. Secondo gli investigatori, con molta probabilità i malviventi avrebbero cercato la fuga raggiungendo, attraverso le traverse laterali di via Palermo, il viale Sorce. In pochi attimi avrebbero guadagnato l’uscita del paese. Gli uomini del Nucleo operativo, guidati dal maresciallo Pompeo Chirico sotto il coordinamento del comandante della Compagnia, il capitano Filomeno Montinari, in queste ore stanno controllando i filmati di tutte le telecamere posizionate nella zona. Al setaccio pure le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza di altre banche ed uffici postali; si sospetta che il gruppo nelle ore precedenti abbia potuto verificare la possibilità di entrare in azione altrove. Sicuramente si tratta non di professionisti ma di una banda di scalcagnati. Su uno dei quali i militari stanno stringendo il cappio. L’uomo, entrato in azione con il viso scoperto, assomiglierebbe infatti ad un pregiudicato già noto alle forze dell’ordine. Il lavoro dei carabinieri punta in queste ore ad ottenere conferme sul sospetto e a chiudere il cerchio sui complici. Un lavoro lungo ma che potrebbe essere completato nei prossimi giorni.

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