Venerdì, 21 Settembre 2018

Niscemi, scontri durante il corteo contro il Muos: feriti un poliziotto e una attivista

NISCEMI. Era iniziata pacificamente. Un  lungo serpentone colorato di 2000 persone con bandiere,  striscioni, cartelli e tamburi hanno vita a Niscemi ad una nuova  manifestazione di protesta contro il Muos, il sistema di  comunicazione satellitare ad altissima frequenza contestato per  i suoi campi magnetici ritenuti pericolosi alla salute.


Quando un gruppo di manifestanti ha cercato di forzare il cordone di  polizia in tenuta antisommossa, che proteggeva la base  Americana, in contrada Ulmo, è partita la carica delle forze  dell'ordine.  Di due feriti il bilancio degli scontri: un'attivista  palermitana, Valeria Cimò, è stata colpita alla fronte e un  agente di polizia al naso. Sono entrambi ricoverati in ospedale  e verranno sottoposti ad accertamenti, ma non sarebbero gravi.  La donna è stata soccorsa da un medico che partecipava alla  manifestazione. Perchè arrivasse l'ambulanza che l'ha portata in  ospedale si sono dovuti attendere 20 minuti. Nessun mezzo di  soccorso, infatti, aveva seguito il corteo. Non è stato ancora  chiarito se a colpire la manifestante sia stato un sasso  lanciato dagli altri attivisti o la manganellata di un  poliziotto.   


Al corteo hanno partecipato uomini donne e bambini arrivati da  ogni parte della Sicilia e persino da Lampedusa. Imponente lo  spiegamento di forze dell'ordine. Il corteo ha percorso i viottoli della Sughereta per  raggiungere la base militare americana con le sue 46  antenne in attività.  Da Lampedusa a Niscemi diritti veri non cimiterì diceva uno  striscione dei lampedusani. 'Smilitarizziamo la Sugheretà  hanno scritto i No Muos niscemesi. Alla manifestazione hanno  aderito anche i movimenti pacifisti (tra i dimostranti anche due  monaci buddisti) gli autonomi e gli schieramenti politici  extraparlamentari. 'Ci volete schiavi, ci avrete ribellì si  leggeva in un cartello. Poi le esortazioni ad annullare la  scheda alle prossime elezioni europee per dire 'No al Muos, no  alla mafia e ai politici corrottì, oppure l'invito a  incatenarsi alle esattorie della Serit il 17 marzo a Palermo. Quasi tutti gli attivisti sono andati via. È rimasto solo un  piccolo gruppo che presidia l'ingresso della base Usa. 

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