Mercoledì, 19 Settembre 2018

Palermo, dai raid vandalici all’incuria del verde I residenti vogliono «adottare» asilo dello Sperone

PALERMO. Dal degrado a punto di incontro per i bambini e gli anziani del quartiere. È il desiderio dei residenti del quartiere Sperone che negli scorsi mesi hanno formato il comitato “Il giardino dello Sperone”. L’obiettivo del gruppo di 15 persone è quello di riqualificare il quartiere e renderlo più vivibile. Il punto di partenza è l’asilo abbandonato di via XXVII Maggio, una traversa di via Messina Marine. La spazzatura fa da padrona nello spazio senza contare la grande quantità di topi che invade la zona.
Nel dicembre scorso il folto gruppo di rom ha lasciato la struttura occupata da anni. Da lì l’escalation di furti. L’ultimo la scorsa settimana in cui è stata trafugata la recinsione in ferro. I residenti vorrebbero quindi che la struttura ormai fatiscente fosse messa in sicurezza e soprattutto bonificare il giardinetto circostante e aprirlo al quartiere. “E’ un gran peccato sprecare questa occasione che non potrebbe più presentarsi se tornano gli abusivi– affermano i residenti – visto che il comune non ci ascolta vorremmo occuparci da soli della bonifica. Chiederemo alla Rap uno scarabile in cui gettare i rifiuti che nel corso degli anni si sono cumulati nella struttura”. “Chiediamo un incontro con l’assessore alla Scuola Barbara Evola – afferma il presidente della seconda circoscrizione Antonio Tomaselli – sarebbe bello se questo spazio potesse essere ufficialmente assegnato ai cittadini che oltre alla pulizia si occuperebbero della sorveglianza. Nella zona mancano punti di aggregazione e recuperare questo spazio da anni abbandonato potrebbe rappresentare un simbolo di rinascita per il quartiere”.
“Da parte nostra c’è tutta la disponibilità – risponde l’assessore comunale alla Scuola Barbara Evola – abbiamo già inoltrato diverse note in cui chiediamo che la struttura venga messa in sicurezza per ridurre i rischi per chi vive nella zona. L’edificio è in condizioni pessime e qualcuno potrebbe farsi del male. Tutto questo in attesa di prendere una decisione sul destino della struttura. Potremmo demolirla o recuperarla se ci saranno i fondi”.
SA. RA.

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