Martedì, 25 Settembre 2018

Sanremo, omaggio alla canzone d'autore Zingaretti racconta la bellezza di Impastato

SANREMO. “Ho portato un pezzo manifesto e la gente mi ha dato ragione”. E’ Rocco Hunt a vincere la Sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo. “Nu juorno buono”, batte Diodato con “Babilonia”, The Niro con “1969” e Zibba con “Senza di te”. È, invece quest’ultimo a portarsi a casa il premio della Critica Mia Martini, dato dalla Sala Stampa. Il brano di Renzo Rubino, “Per sempre e poi basta”, ottiene invece il premio dall’orchestra come migliore arrangiamento. A presiedere la giuria di qualità che ha votato il vincitore delle Nuove Proposte, Paolo Virzì.
Tra polemiche, share ed eliminazioni si apre la quarta puntata. Quella della canzone d’autore. Delle cover e dei duetti inediti. La serata Sanremo Club, sintesi del Festival con il Club Tenco, il cantautore piemontese che nel lontano 1967 si suicidò durante il Festival di Sanremo, inizia con l’omaggio di Marco Mengoni che torna come ospite a una anno di distanza dalla sua partecipazione vincente. L’interpretazione intensa di “Io che amo solo te”, di Sergio Endrigo, riporta tutti indietro nel tempo.
Ma il momento più bello è l’esecuzione egregia (con arrangiamenti meravigliosi) di Gino Paoli che, accompagnato dal grandissimo Danilo Rea, ricorda Tenco con Vedrai, Vedrai. Poi Bindi con “Il nostro concerto (Ovunque sei)”. L’omaggio alla scuola genovese della canzone d’autore si chiude con la bellissima  esecuzione di “Il cielo in una stanza”. E continuano i big, in duetti insoliti. Dai Perturbazione con Violante Placido e “La donna cannone” di De Gregori, a Renga e Kekko dei Modà in “Un giorno credi” di Edoardo Bennato. E poi Sarcina con un insolito Scamarcio alla batteria e “Diavolo in me” di Zucchero, mentre la Mannoia accompagna Frankie Hi mrg mc in “Boogie” di Paolo Conte. E poi c’è “Cuccurucucu” di Arisa che canta Battiato in una versione indie pop con i  Whomadewho. E Ron, con il maestro Pica alla chitarra, che ricorda Lucio Dalla con l’indimenticabile “Cara”.
Intensa l’interpretazione di "Verranno a chiederti del nostro amore", con un Cristiano De Andrè che interpreta il padre con un’intensità profonda. E Poi la Ferreri con Alessandro Boni e Haber, Giuliano Palma e la sua orchestra e Riccardo Sinigallia con Marina Rei, Paola Turci e Laura Arzilli, che partecipa lo stesso alla serata nonostante la comunicazione di squalifica pervenutagli dalla Rai per un video circolato che lo vede eseguire la canzone nell’estate scorsa. “Prima di andare via”, viola l’art. 5 del Regolamento del Festival, in quanto già eseguita in pubblico.
“Sono in buona fede. Un mio amico mi ha chiesto di eseguire questa canzone. E io l’ho fatto ingenuamente. L’ho registrata in Siae solo a inizio dello scorso dicembre”. Grandi applausi per Luca Zingaretti che ha ridato voce a Peppino Impastato, e alla sua bellezza. ”La mafia lo uccise quando aveva trent’anni. Perché aveva tradito”. Un monologo breve ma intenso. “Di lui resta la memoria, il pensiero e le sue parole. Se si insegnasse la bellezza alla gente, lui diceva, non si insinuerebbe l’abitudine e la rassegnazione, ma resterebbero sempre vivi la curiosità e lo stupore”. Sul palco anche l’omaggio di Brignano ad Aldo Fabrizi con “Lulù” e Paolo Nutini.

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