Martedì, 20 Novembre 2018

Crisi di Governo: Renzi punta a giurare mercoledì ma c'è il "nodo squadra"

Sicilia, Politica

ROMA. Si rallenta la corsa di Matteo Renzi verso Palazzo Chigi. Il leader Pd vorrebbe giurare mercoledì prossimo ma deve fare i conti con pretese e richieste degli alleati, Angelino Alfano in primis, che chiede più tempo per comporre il programma ma in realtà, a quanto si apprende da fonti dem, alza il tiro perchè non vuole lasciare il Viminale. Minacce che fonti vicine al leader Pd derubricano come tattica in vista della trattativa che dovrebbe entrare nel vivo già domani quando non si esclude un incontro tra i due. Al centro dei pensieri del sindaco, invece, c'è il profilo della squadra di governo ed il programma dei 100 giorni, il tempo nel quale Renzi vuole dimostrare che valeva la pena «archiviare» Enrico Letta.    


Fuggendo dai riflettori, oggi a Firenze Renzi ha fatto vari incontri, tra i quali Alessandro Baricco e Andrea Guerra, per comporre un governo che, al netto delle riconferme, per il sindaco deve segnare una svolta in ministeri-chiave come l'Economia e lo Sviluppo Economico. In attesa di ricevere l'incarico probabilmente lunedì mattina e di avviare consultazioni che lui vorrebbe lampo, il premier in pectore sfrutta l'attesa per mettere a fuoco il rilancio dell'azione di governo. «Ci giochiamo tutto nei primi 100 giorni», è la convinzione del leader Pd che lavora a stretto contatto con i fedelissimi Graziano Del Rio, Lorenzo Guerini e Luca Lotti.    


Ad Alfano, che gli chiede un patto alla tedesca, Renzi proporrà, invece, un accordo di programma, spiegano al Pd, da definire in tempi più brevi ma ugualmente «dettagliato e unito ad un cronoprogramma» sui tempi di realizzazione. Da un lato un piano dei 100 giorni con misure molto concrete, come il calo delle tasse per i redditi più bassi, dall'altro un accordo di legislatura, che pianifichi l'azione dell'esecutivo fino al 2018.  Oltre al patto di programma, il futuro presidente del consiglio sta vagliando, sentendo e approfondendo i profili dei vari, e numerosissimi, candidati alla poltrona di ministro.


Il leader Pd punta al massimo coinvolgimento dei vertici dei partiti alleati ed infatti, oltre ad Alfano, nella squadra di governo dovrebbe entrare, come ministro dell'Istruzione, il segretario di Scelta Civica Stefania Giannini. E non meno determinante è il sostegno della minoranza interna che, temono alcuni renziani, dopo aver spinto Renzi a prendere il posto di Enrico Letta, potrebbero cominciare a logorarlo nel ruolo di premier. Per ciò avranno spazio sia le proposte, che la sinistra presenterà domani, sia uno o due esponenti di minoranza da coinvolgere nel governo.     


Al vertice del Pd, però, non ci sono timori sul fatto che richieste e minacce rischino di inficiare la nascita del governo. «In politica contano solo i rapporti di forza e in questa partita chi ha più da perdere è Alfano», spiega un dirigente navigato.

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