Martedì, 18 Settembre 2018

Milan, Seedorf sprona Balotelli: "Diventi il campione che ancora non è"

L'allenatore dei rossoneri parla anche dell'incontro avuto con Berlusconi: "C'è un gran feeling tra noi e grande voglia di lavorare per riportare la squadra in alto"

MILANO. Pochi calciatori fanno discutere quanto Balotelli e l'ultima prestazione, chiusa in lacrime e senza gol a Napoli, ha dato nuova linfa al dibattito: è o non è un campione? Non ancora secondo Clarence Seedorf. «Si può avere una partita storta, quel pianto è stato uno sfogo, anche lui è un essere umano - ha osservato l'allenatore rossonero alla vigilia dell'anticipo con il Bologna -. Ha un talento che tutti riconoscono. Speriamo che che possa esplodere e diventare il campione che oggi ancora non è. Sono abbastanza convinto che prima o poi lo vedremo giocare alla grandissima con continuità. Non scordiamoci che in altre partite ha fatto la differenza».  Parole che non suonano certo come un'investitura, e finiscono per evidenziare la distanza fra le potenzialità e la realtà di un attaccante valutato «prezioso come la Gioconda» dal suo agente, Mino Raiola. Non è certo inferiore il divario fra questo Milan e quello a cui pensa il presidente Silvio Berlusconi, che martedì ha ricevuto ad Arcore a cena Seedorf e l'ad Adriano Galliani.  «Abbiamo parlato ovviamente del Milan e del futuro - ha detto stringato l'olandese, senza rivelare se il presidente sia stato prodigo di 'consiglì come con i suoi predecessori -. Non voglio raccontare i contenuti di una cena privata. C'è un gran feeling tra noi e grande voglia di lavorare per riportare il Milan in alto. Tutti vogliono sempre vincere, noi vogliamo convincere».  Ancora una volta, però, Seedorf chiede tempo. Perchè le parole d'ordine di Berlusconi lui e altri le conoscono «a memoria», ma «tanti ragazzi ancora no». Finora ha suscitato più dubbi che altro il modulo a trazione offensiva che mette in mostra tutti i difetti difensivi della squadra. «Alzando il baricentro abbiamo dimezzato i tiri in porta subiti. Ho bene in mente cosa voglio fare e dove voglio andare: noi siamo i primi a fare autocritica, ed è ben precisa sugli obiettivi che ci fissiamo a ogni partita e allenamento. Per il resto potete usare il buon senso», si è difeso attaccando Seedorf che dopo il ko di Napoli ha evidenziato di aver ereditato una squadra non in grande condizione fisica.  «Voglio rispettare Allegri, non me ne frega di criticare la precedente gestione - ha puntualizzato l'allenatore -. Non conta quanto ma come si corre, basta vedere Robinho. Il problema è che se devi rincorrere fai fatica doppia su piano fisico e mentale. Il Milan ha avuto una spesa enorme negli ultimi sette mesi. Mi ricordo come eravamo cotti dopo l'inseguimento del 2007».  Quell'anno in campionato il Milan (penalizzato per Calciopoli) arrivò quarto di rincorsa e salì sul tetto d'Europa. Un miraggio oggi, per una squadra che vive una settimana cruciale, fra la sfida con il Bologna (torna Honda) e l'andata degli ottavi di Champions (può recuperare Emanuelson, non Bonera, Birsa e Robinho). «Non voglio ancora parlare dell'Atletico», ha chiarito Seedorf, che pensa a un turn over minimo, facendo riposare Kakà, di nuovo escluso dai convocati del Brasile. «Kakà, non è venuto qui solo per andare in Nazionale, forse sarebbe stato più facile conquistarla in un'altra squadra - è certo l'olandese - Ha grandi chance di andare al Mondiale, in Brasile lo vedono benissimo, lo so direttamente dal ct Scolari».

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