Sabato, 22 Settembre 2018

I grillini salvano Crocetta dai franchi tiratori

PALERMO. I 14 voti del Movimento 5 Stelle, per quanto annunciati come «non scontati», sono manna dal cielo per Crocetta. Il presidente e i capigruppo da giorni stilavano tabelle in cui i franchi tiratori aumentavano ogni volta, ora tutti sono sterilizzati dalla mossa dei grillini. E l’opposizione, che sui franchi tiratori contava per azionare il voto segreto, ha armi meno appuntite. Ecco perchè da martedì si vota davvero: basta melina.
Sulla carta Crocetta potrebbe contare su una maggioranza di 49 voti: 19 del Pd, 10 dell’Udc, 8 di Articolo 4, 5 del Megafono e altri 5 dei Drs più gli autonomi Antonio Venturino, Pippo Gianni e Michele Cimino. Ma nel Pd è più o meno ufficiale che Barbagallo, Rinaldi e Alloro non voteranno la riforma e in tanti fra i democratici dubitano perfino del renziano Vullo. Ma si temono due o tre franchi tiratori anche nell’Udc e altrettanti negli altri partiti della maggioranza. Inoltre Venturino, Gianni e Cimino che finora hanno quasi sempre sostenuto Crocetta ieri hanno ufficializzato il loro voto contrario. Dunque i franchi tiratori «accertati» sarebbero più di 10 e meno di 15. E i grillini sono, appunto, 14. «I grillini sono ormai ridotti a ciambella di salvataggio» ha ironizzato il segretario di Sel Massimo Fundarò.
Ieri i 5Stelle hanno annunciato il voto favorevole alla riforma, frutto del risultato del referendum on line promosso fra i loro iscritti. Ma - avverte la nota - l’orientamento potrebbe cambiare se la norma dovesse essere stravolta in aula. E qualche cambiamento è sempre all’orizzonte, frutto del pressing dei parlamentari per garantire un profilo politico (e magari retribuito) ai futuri vertici dei consorzi di Comuni.
Con questi nuovi equilibri da martedì prossimo si vota, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione finale entro giovedì. Visto che, come ha rassicurato l’assessore Patrizia Valenti, il termine del 15 febbraio potrà essere scavalcato di qualche giorno senza che questo obblighi a far rivivere le vecchie Province.
Intanto va registrato il colpo del Psi, guidato in Sicilia da Carlo Vizzini. Venturino, vice presidente dell’Ars eletto con i voti dei grillini è stato sedotto dai socialisti di cui è adesso la punta di diamante istituzionale. E così il Psi che ha appena due deputati conta anche due poltrone di peso, visto che l’altro socialista Nino Oddo è membro del consiglio di presidenza dell’Ars. Un organo da cui invece, proprio per l’addio di Venturino, sono rimasti esclusi i grillini pur contando su 14 parlamentari.


GIA. PI. 

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