Sabato, 22 Settembre 2018

Regione, dirigente parla di "deputati pericolosi": scoppia la polemica all'Ars

Sicilia, Politica

PALERMO. Un dirigente della Regione parla  di «deputati che agiscono in modo pericoloso» con ambienti  affaristico-mafiosi in Sicilia e scoppia la polemica  all'Assemblea regionale, col presidente Giovanni Ardizzone che  in aula bolla come «molto gravi» le dichiarazioni di Alfonso  Cicero, presidente dell'Irsap scortato per una serie di minacce  subite, parlando di «gioco al massacro».    


Durante la presentazione di un protocollo di legalità tra  l'Irsap e la Camera di commercio di Palermo, Cicero stamattina  ha detto: «Quando si tocca un'area industriale, si toccano  interessi pericolosi di una vasta area grigia, è sbagliato  generalizzare il discorso delle responsabilità a tutta  l'Assemblea, ma certo ci sono deputati che agiscono in modo  pericoloso. E ciò vale in particolare per il centro Sicilia».     


«Non è la prima volta che ci troviamo dinnanzi a  dichiarazioni di questa portata, non solo di Cicero ma anche di  altri esponenti - ha replicato il presidente dell'Ars in aula -.  Si cerca di delegittimare l'istituzione Parlamento e mi sembra  che ogni volta ritorniamo sui soliti discorsi. Ci parliamo  addosso, non ci stiamo a fare la parte di cenerentola. Ritengo  che Cicero, le cui dichiarazioni sono certamente gravi perchè  colpiscono le istituzioni, si riferiscano a singole persone».  Ardizzone ha aggiunto: «Quando si spara nel mucchio si  mistifica, sono convinto che il presidente della Commissione  antimafia sentirà tutti coloro che fanno queste dichiarazioni e  si faranno i relativi approfondimenti, ma le responsabilità  penali sono sempre personali. Ritengo opportuno che sia lo  stesso Cicero a dovere fare nomi e cognomi: ognuno di noi sa  nella propria coscienza se è una persona per bene e se lotta  contro la mafia». Netta anche la replica del  presidente dell'Antimafia regionale, Nello Musumeci: «Le  dichiarazioni del geometra Cicero sono gravi e se dovessero  esser fondate porrebbero l'Ars di fronte all'esigenza di fare  assoluta chiarezza». «C'è un processo di delegittimazione di  questa Ars - ha aggiunto Musumeci - portato avanti dall'interno  e dall'esterno di questo Palazzo. Nella speranza che il geometra  Cicero non abbia nessun intento obiettivo di gettare discreto su  questa Assemblea, voglio assicurare che avevo già previsto nella  seduta di domani di trattare questo tema come primo argomento:  intendiamo conoscere nomi e cognomi di deputati che in questa  Assemblea mantengono rapporti con Cosa nostra, ma se non verrà  acclarato, l'autore si assumerà le responsabilità nelle sedi  opportune».  


«Io non sono preoccupato per le dichiarazioni di Alfonso Cicero perchè non ho nulla a che fare con la mafia e con la criminalità. Prendo le distanze da chi in quest'aula attacca Cicero, non ci sto a metterlo sotto inchiest. Ricordo all'aula che il presidente dell'Irsap rischia la vita, lo dicono i magistrati e lo dice il Prefetto». Lo ha detto intervenendo in aula il deputato del Megafono, Nello Di Pasquale.  «Solo chi ha problemi si deve preoccupare per le denunce di Cicero», ha aggiunto.

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