Mercoledì, 19 Settembre 2018

All’Ars i 5 Stelle spendono 61 mila euro al mese per 29 collaboratori

La comunicazione fatta dal Movimento agli uffici della ragioneria nel rispetto delle nuove norme sulla trasparenza
Sicilia, Politica

PALERMO. I 29 collaboratori del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle costeranno circa 61 mila euro al mese. Sono i grillini ad aver comunicato per primi agli uffici dell'Ars i costi e il numero di dipendenti.
I tagli alle spese e le nuove regole più stringenti sui fondi ai gruppi parlamentari dell'Ars, in vigore dal primo gennaio, lo scorso anno avevano spinto i deputati a una corsa alle assunzioni che ha fatto lievitare personale e costi. Ora che sono entrate in vigore le nuove regole, emergono i primi numeri sulle spese per dipendenti e portaborse. I più veloci nell'operazione trasparenza sono stati i grillini: i 12 dipendenti del gruppo costeranno 33.500 euro al mese per un totale di oltre 400 mila euro l'anno. Per quanto riguarda invece i collaboratori dei singoli deputati, sono 17 i portaborse assunti da 12 dei 14 deputati appartenenti al gruppo, per un costo mensile di 27 mila e 800 euro. I grillini hanno presentato la documentazione agli uffici della ragioneria dell'Ars per ottenere le somme per la mensilità di gennaio. Lo stesso dovranno fare gli anche altri partiti che hanno fatto ricorso a nuove assunzioni. In tutto si stima una spesa che dovrebbe superare i tre milioni e mezzo di euro.
Perché questi numeri si conoscono solo adesso? E perché i deputati presentano i dati all'Ars per chiedere il rimborso?
Intanto bisogna chiarire che sono tre le categorie di lavoratori: la prima riguarda i cosiddetti stabilizzati, entrati nelle scorse legislature e sempre confermati: sono circa 80 e costano 4,5 milioni. Poi ci sono i portaborse e i collaboratori dei gruppi, cresciuti a dismisura alla fine dello scorso anno grazie a una norma sulla spending review che ha riconosciuto il rimborso, fino a 3.180 euro, ai deputati che avevano assunto il collaboratore entro il 31 dicembre del 2013. Dopo i deputati avrebbero perso quei 3,180 euro. La norma, in pratica, ha salvato tutti i contratti in vigore a quella data dando il via a una corsa all'assunzione tra molti deputati. Ma oltre ai portaborse i partiti hanno anche salvato tutta una serie di esperti esterni in servizio presso i gruppi. Questi lavoratori erano pagati con una voce di bilancio che è stata soppressa e che prevedeva che per ogni deputato iscritto, il gruppo ricevesse un contributo di 2.400 euro. Il loro numero è incerto perchè rientravano nella voce «spese generiche di segreteria». Adesso a disposizione ci sono solo 700 mila euro per tutti i gruppi e secondo stime fatte a fino anno, dovrebbero essere una quarantina. Per pagarli, i partiti dovranno rendicontare tutto agli uffici dell'Ars.

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