Mercoledì, 26 Settembre 2018

Seus 118, Aliquò pronto ad accettare l'incarico

Sicilia, Politica

PALERMO. Il governo Crocetta lo aveva indicato per guidare la Seus, società di gestione del 118 con quasi 3.500 operatori a servizio, ma il comitato di sorveglianza dell'azienda, dopo avere chiesto e ottenuto parere positivo dall'Avvocatura dello Stato alla nomina in una fase di blocco delle assunzioni, gli ha proposto solo un anno di contratto, anzichè tre come da delibera governativa, è in più con una decurtazione del 40% dello stipendio, poco più di 3mila euro al mese. Condizioni che hanno indotto Angelo Aliquò, attuale commissario dell'Asp di Ragusa, a rifiutare l'incarico: «Non per una questione di soldi - dice all'ANSA - Capisco che siamo in spending review ma non capisco però perchè il taglio doveva riguardare solo me e non altri; è evidente che tutto è stato orchestrato, la verità è che qualcuno non mi vuole, mi reputa scomodo». Un rifiuto che sta scatenando una levata di scudi inaspettata anche per lo stesso Aliquò. L'assessore alla Salute Lucia Borsellino, sua estimatrice, lo ha appena convocato per un incontro. Dall'opposizione, il deputato Marco Falcone (Pdl-Fi), gli riconosce «un altro profilo manageriale». E a sorpresa anche i dipendenti della Seus, che da settimane hanno aperto un duro braccio di ferro con la società contro il taglio del salario e la riduzione dell'orario di lavoro, si sono schierati dalla sua parte: «Ci può salvare». Aliquò è stupito: «Sono basito, al limite dell'imbarazzo. Non mi aspettavo tanti attestati di stima, sono sinceramente emozionato». E lascia uno spiraglio: «Rimango a disposizione dell'amministrazione se hanno bisogno di me, ma non posso accettare di lavorare sotto ricatto e di occupare un ruolo senza essere gradito». «Nella mia vita ho fatto di tutto: ho aperto una trattoria, ho fatto il sindaco, l'architetto e posso tornare a fare il libero professionista - afferma - Sicuramente sono una persone libera e fuori dai giochi: voglio poter continuare a dire si o no».



SEUS, SI DIMETTE IL RESPONSABILE DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA. Si è dimesso il responsabile del comitato di sorveglianza della Seus, società di gestione del servizio 118 in Sicilia. Giulio Guagliano, braccio destro dell'assessore all'Economia Luca Bianchi, ha comunicato la sue dimissioni «irrevocabili» durante l'audizione in commissione Bilancio dell'Ars. La commissione stamani si è riunita in audizione per ascoltare Guagliano ma anche i sindacati sulla situazione della società. Ieri il manager Angelo Aliquò aveva rinunciato all'incarico di direttore della Seus, dopo che la società gli aveva proposto un contratto di un anno, anzichè tre come da delibera governativa su proposta dell'assessore alla Salute Lucia Borsellino, con una decurtazione del 40% dello stipendio. «È evidente che qualcuno non mi vuole alla guida della Seus», aveva detto Aliquò.


ALIQUO' PRONTO AD ACCETTARE L'INCARICO. "Agitare la Corte dei Conti come un'ascia sul personale della Seus è da irresponsabili, stiamo parlando di professionisti dell'emergenza, certo magari c'è qualche lavoratore che sbaglia oppure c'è qualche delinquente ma questo può accadere in qualsiasi posto di lavoro. La verità è che non stiamo parlando di spazzini che protestano, ma di operatori che vanno a salvare delle persone e meritano rispetto". Lo dice il manager Angelo Aliquò che sta incontrando l'assessore alla Salute Lucia Borsellino per discutere dell'incarico di direttore della Seus, ruolo al quale ieri aveva rinunciato rigettando la proposta contrattuale della società, un anno con stipendio decurtato del 40%.
Adesso dopo le dimissioni del responsabile del comitato di sorveglianza Giulio Guagliano, Aliquò è a un passo dall'accettare il ruolo, anche alla luce delle pressioni del personale della Seus che ne apprezza il profilo.
"Forse proprio per le opinioni espresse sul personale del 118 sono stato considerato non gradito: ma queste dinamiche proprio non le capisco", aggiunge Aliquò, attuale commissario dell'Asp di Ragusa.  E conclude: "Si continua a parlare di incarichi, ma la questione vera mettere al riparo una società che opera nell'emergenza e per salvare le persone".

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