Giovedì, 20 Settembre 2018

Caltanissetta, crisi sempre più nera: i lavoratori della Scat sono pronti a scioperare

CALTANISSETTA. Ritardi di natura burocratica stanno impedendo il materiale sblocco dell'anticipazione comunale (120mila euro) in favore della Scat ormai al collasso. I lavoratori sono pronti allo sciopero (lunedì o al più tardi martedì) se entro domani non riceveranno almeno uno dei nove stipendi arretrati (oltre a tredicesima e quattordicesima). I mezzi continuano a garantire i collegamenti, ma le corse già da giorni sono state ridotte drasticamente. Comincia a scarseggiare anche il carburante. I collegamenti fra il terminale di piazza Roma con Santa Barbara (linea 1), San Luca-Zona Industriale (linea 3) e Pinzelli (linea 5) avvengono ad intervalli di un'ora; la linea 6 (via Due Fontane) rimane attiva solo nelle ore mattutine e ad intervalli di quaranta minuti; mentre le linee 2 (Santa Flavia) e 4 (ospedale) restano invariate con corse ogni quaranta minuti. La Scat ha deciso di sospendere il servizio festivo. Rimangono in piedi i collegamenti straordinari con il cimitero (lunedì, giovedì e sabato) e il mercatino (sabato) per i quali la società riceve un contributo straordinario dal Comune. Su tutto il resto incombe il rischio sospensione. «La decisione di ridurre le corse - ha dichiarato Carlo Messina, segretario Uil Trasporti - sta provocando i primi effetti. L'utenza è calata visibilmente in una città dove peraltro il mezzo pubblico viene usato poco. La gente si attrezza come può stanca di aspettare i bus per quaranta o sessanta minuti. Complessivamente in città potevamo contare su almeno duemila utenti giornalieri, pochi se si pensa che abbiamo previsto particolari agevolazioni per abbonamenti e carnet da venti biglietti. Oramai siamo alla disperazione e l'agitazione che dovrebbe scattare lunedì è stata decisa spontaneamente dai lavoratori e va oltre le sigle sindacali». La Scat sopravvive grazie alle anticipazioni comunali sui contributi trimestrali della Regione e bastano poche settimane di ritardi per mandare in crisi una cooperativa che si regge oggi sul sostegno dell'ente pubblico. Proprio quello che sta accadendo in questi giorni con l'anticipazione promessa a metà gennaio quando il sindaco aveva incontrato i vertici di una società che vanta crediti nei confronti di Comune e Regione per 900mila euro.

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