Venerdì, 21 Settembre 2018

Ars, 41 deputati su 90 chiedono il Tfr

PALERMO. Pur essendo facoltativo per legge, sono già 41 su 90 tra nuovi e veterani, i deputati dell' Assemblea siciliana che dal primo gennaio, con l'entrata in vigore della legge sulla spending review, hanno chiesto all' amministrazione del Parlamento la liquidazione del Tfr per poco più di un anno di legislatura; la legge, che ha «modificato» il rapporto contrattuale tra Parlamento e deputati, stabilisce un tempo massimo di sei mesi per la richiesta, scaduti i quali il Tfr rimane nel fondo con i pagamenti previsti a fine mandato, nel 2017.   
La norma riduce all'1% circa la quota a carico del singolo deputato da versare al fondo calcolato sulla parte lorda dell'indennità (un ulteriore 7% circa è a carico dell'Assemblea) a fronte del 6,70% di quanto versava in passato e su un imponibile maggiore.
La Ragioneria di Palazzo dei Normanni sta facendo i conti e ancora non c'è una stima precisa dell' ammontare da liquidare al momento: per un deputato, con una legislatura alle spalle e senza avere percepito anticipazioni, si calcola una cifra intorno a 40 mila euro.   
Dalla busta paga di gennaio, la prima coi parametri della legge sulla spending review con l'indennità in linea a quella stabilita dal decreto Monti (11.100 euro lordi al mese), emerge che (il taglio al netto per) i deputati si ritrovano circa 800 euro in meno e non 4.000, con la retribuzione che rimane sopra gli 8mila euro netti al mese.
Ciò per effetto della decisione del Consiglio di Presidenza che ha fissato a 6.600 euro la quota tassabile di indennità, e ha aumentato a 4.500 euro la diaria non tassabile; di conseguenza alcuni deputati si ritrovano con una aliquota fiscale più bassa, che riduce il gettito Irpef destinato al Fisco e dunque anche alla Regione. 


 «In Sicilia fare il politico è un mestiere ben retribuito, la richiesta del Tfr, pur prevista dalla legge, dimostra che i deputati regionali non sono disposti a rinunciare a nulla in un momento in cui 30 mila dipendenti di enti e consorzi della Regione sono senza stipendio perchè non ci sono fondi. I deputati prima, nel pieno dell'emergenza, si sono presi l'indennità grazie a un 'tesorettò adesso si prendono anche la liquidazione, perchè non si sa mai cosa può accadere: è vergognoso». Lo dicono i segretari del Cobas/Codir, Marcello Minio e Dario Mastranga, in merito alla richiesta del Tfr fatta da quasi la metà dei parlamentari regionali dopo la legge sulla spending review, in vigore dal primo gennaio. «Questa vicenda - aggiungono i due sindacalisti - dimostra che i politici sono all'Ars non per i siciliani ma per i propri interessi».


M5S: NON CHIEDEREMO LA LIQUIDAZIONE DEL TFR - «Nessuno di noi ha chiesto all' Assemblea siciliana la liquidazione del Tfr e non la chiederà». Lo dice Giancarlo Cancelleri del gruppo dei Cinquestelle che all'Assemblea siciliana conta 14 deputati. Rispetto al taglio netto nella busta paga dei deputati con l'entrata in vigore della legge sulla spending review Cancelleri aggiunge: «È stata solo una operazione di maquillage, l'avevamo detto e lo confermiamo adesso». «Personalmente - prosegue - perdo 600 euro netti».

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