Mercoledì, 21 Novembre 2018

Protesta dei regionali, Crocetta: "Chi chiede un centesimo in più lo fa contro i disoccupati"

Sicilia, Politica

PALERMO. «Chi rivendica un solo centesimo  in più per una specifica categoria sottrae risorse ai  disoccupati e ciò non solo non è legalmente possibile ma è una  chiara manifestazione di egoismo che danneggia tutta la società  siciliana e chi è senza lavoro». Lo dice il governatore Rosario  Crocetta, riferendosi alle richieste dei sindacati dei  dipendenti della Regione.  Crocetta è critico nei confronti di chi ha portato in piazza  i regionali. «Non riesco a capire la protesta - afferma - a meno  che qualcuno non intenda cavalcare la situazione di difficoltà  per spingere i dipendenti a rivendicare aumenti salariali, che  sono vietati dalla legge nazionale». «Pur in un momento  difficile per la pesante eredità del passato - prosegue - la  Regione è riuscita a dare una prospettiva. Chi soffia per  spingere il corporativismo fa un danno enorme alla Sicilia, la  strategia attuale non può che essere quella della conservazione  dei posti di lavoro e della riorganizzazione in termini di  efficienza del sistema regionale». 


I SINDACATI :SÌ A PATTO MA PRIMA EMERGENZE. "Prendiamo atto dell'idea del presidente della Regione di un patto per lo sviluppo e l'occupazione, ma prima occorre trovare le soluzioni ai problemi sul tappeto causati dai tagli alla legge di stabilità regionale". Lo dicono in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Sicilia Michele Pagliaro, Maurizio Bernava e Claudio Barone, che oggi hanno scritto al presidente della Regione per chiedere un incontro.
I sindacati, nella lettera, chiedono di sapere quali soluzioni il governo intende adottare data la situazione, quali priorità individua, come intende reperire le risorse che mancano e con quali tempi pensa di procedere.
"A fronte di soluzioni concrete in tempi certi la disponibilità dei sindacati confederali al confronto - rilevano Pagliaro, Bernava e Barone - è massima anche per affrontare i temi delle riforme, del lavoro produttivo e dello sviluppo".

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