Mercoledì, 19 Settembre 2018

«Centro intitolato a un fascista, è assurdo» Serradifalco, scontro fra Alaimo e Dacquì

SERRADIFALCO. «Mentre si celebrava la Giornata della Memoria in ricordo della Shoah, un’opera pubblica veniva intitolata a un militante di primo piano del Partito nazionale fascista affine e contiguo al regime nazista». L’ex assessore Totò Alaimo critica la decisione di sindaco e giunta di intestare il centro direzionale della zona artigianale all’ex presidente della Montecatini Guido Donegani. E anche per avere intitolato le vie che attraversano l’area a vittime della mafia. In questo caso perché le arterie non sarebbero «degne di essere così definite per lo stato di degrado in cui, da diversi anni, si trovano».
Secondo Alaimo, nella biografia allegata al provvedimento d'intitolazione del centro, sarebbe stato sottaciuto «il fatto che Donegani fu un militante di primo piano del Partito fascista, consigliere della Camera dei Fasci e delle corporazioni; che, dopo essere stato deputato e membro della Commissione parlamentare dell'Economia e dell'autarchia, fu nominato senatore dal regime fascista; che nel maggio 1945 fu arrestato dai servizi segreti inglesi e, dopo la sua scarcerazione, indagato dal Comitato di liberazione nazionale». Per l’ex assessore, poi, «Donegani non mise mai piede in paese; mentre lo stabilimento di estrazione di sali potassici di Serradifalco fu gestito dalla Montecatini solo dal 1954: 9 anni dopo la fine del mandato di Donegani a presidente della Montecatini e a 7 anni dalla sua morte». Il centro, secondo Alaimo, piuttosto che «a un membro d'elite del regime fascista, sarebbe potuto essere intitolato a chi ha sacrificato la vita per il rispetto della legalità, come il concittadino Valentino Misuraca o, meglio ancora, ai cinque serradifalchesi morti nei campi di prigionia tedeschi».
Pronta la replica del sindaco Giuseppe Maria Dacquì: «Il centro direzionale è stato dedicato a Guido Donegani perché è stato un autentico simbolo dell'imprenditorialità italiana vincente nel mondo, oltre che motore che contribuì alla crescita della Montecatini che è stata poi protagonista dell'epopea mineraria a Serradifalco dalla seconda metà degli anni cinquanta. Il collegamento con il territorio non è ovviamente quello di essersi recato materialmente a Serradifalco, ma di avere invece rafforzato, negli anni in cui fu presidente della Montecatini, quella società che poi è diventata, nel secondo dopoguerra, simbolo di rinascita storica, sociale ed economica per la nostra comunità, nella quale ebbe uno stabilimento minerario importante, e protagonista dell'epopea mineraria a Serradifalco dalla seconda metà degli anni cinquanta».

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