Martedì, 20 Novembre 2018

Crocetta: "Per regionali solo stipendi in ritardo" "Bloccati i fondi destinati alle vittime di mafia"

Sicilia, Politica

PALERMO.  "Non c'è alcun pericolo per lo stipendio degli impiegati alle dirette dipendenze della Regione. Subito dopo la pubblicazione della finanziaria, saranno immediatamente pagati. Nessun fondo è stato tagliato dal Commissario per tali lavoratori. Chiediamo pazienza, ma bisogna verificare bene tutto. E' questione di qualche giorno". Lo dice il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, per rassicurare i 18 mila dipendenti della Regione in attesa dello stipendio e i 12 mila pensionati regionali che aspettano l'assegno mensile.   
"I ritardi non sono la conseguenza di mancate entrate a copertura delle spese, ma frutto della decisione tecnica del Commissario di volere velocemente riformare il fondo rischi per i residui attivi - aggiunge Crocetta - Il governo regionale negli ultimi due anni ha operato risparmi diretti alla diminuzione di spesa per 2 miliardi 800 milioni, finalizzati a coprire il buco di bilancio del 2012 effettuato dal precedente governo, lavorando alla ricostituzione del fondo e alla realizzazione di un bilancio che non prevedesse entrate fittizie producendo disavanzo nuovo. Il bilancio 2014 tende a disavanzo zero ed è questa la prova del buon governo e della buona gestione dei fondi".    
"FINORA SOLO CRITICHE DEMAGOGICHE".  "Sento alcuni che dicono che si poteva proporre l'esercizio provvisorio. Così al disastro dei posti di lavoro già a rischio, si sarebbero aggiunti anche i 18.000 precari che venivano cacciati perché la legge nazionale imponeva la previsione di spesa e risparmio triennale che non poteva essere effettuata con il bilancio provvisorio. Altra affermazione demagogica".
"Altri ancora affermano 'troppe spese caricate' - aggiunge - Questi soloni della finanza che avrebbero tagliato? I fondi per i teatri? L'assistenza per i ciechi? per i disabili? per i banchi alimentari? I fondi per le Asi? Per i consorzi di bonifica? Demagogia pura e se mi si consente, assenza totale di competenza su tecniche finanziarie. La manovra del governo è corretta".   
"Il Commissario pretende che noi paghiamo tutte le spese necessarie per rimpinguare quel fondo rischi distrutto in passato senza mai alcuna impugnativa da parte del Commissario medesimo. Non voglio però polemizzare col Commissario - prosegue - va ripreso il dialogo, ma continuare a dire che la manovra era errata, magari da forze politiche o singoli deputati che hanno avallato il dissesto del passato, è ipocrita. Noi ci batteremo e siamo sicuri che il governo nazionale capirà perché si faccia un'azione progressiva di risanamento che consenta di ripristinare il fondo residui, ma senza massacro sociale e garantendo alla Sicilia il diritto alla vita".

“CANCELLATA ANCHE LA LOTTA ALLA MAFIA”. Non solo ritardi nel pagamento degli stipendi e 26 mila lavoratori a rischio licenziamento, in Sicilia il blocco della spesa 'cancella' anche la lotta alla mafia. Tra i 558 milioni spostati nel fondo indisponibile per via dell'impugnativa del commissario dello Stato ci sono anche le somme che il governo Crocetta aveva destinato alle vittime di Cosa nostra, ma anche alle associazioni che si battono in nome di Falcone e Borsellino e le risorse che la Regione storna ai carabinieri. In totale sono saltati quasi 6 milioni di euro.  "E' drammatico, la lotta alla mafia è stata cancellata", dice all'ANSA il presidente della Regione Rosario Crocetta, che domattina sarà a Roma per incontrare a Palazzo Chigi il governo Letta nel tentativo di trovare una soluzione al blocco della spesa.    Associazioni, Fondazioni e centri antiracket perdono 520 mila euro, fondi assegnati ogni anno dalla Regione come contributo a queste strutture impegnate a fianco degli imprenditori che denunciano il pizzo, ma anche in attività di divulgazione della memoria di Falcone e Borsellino nelle scuole e tra i giovani. Chi denuncia il pizzo non riceverà i 510 mila euro a valere come rimborso degli oneri fiscali, misura introdotta per sostenere le vittime del racket. Persi anche i 180 mila euro stanziati nel fondo a disposizione della Regione per la costituzione delle parti civili nei processi contro la mafia.    
Saltano anche i fondi per pensioni straordinarie e vitalizi a favore delle vittime del dovere, della mafia e della criminalità organizzata (34mila euro), 15 mila euro di contributi in favore di imprenditori e liberi professionisti per l'acquisto e l'installazione di impianti elettronici di rilevamento di presenze estranee e di registrazione audiovisiva e altri 110 mila euro come una tantum per chi subisce danni da attentati a immobili, mezzi di trasporto e lavoro.
L'Arma dei carabinieri deve rinunciare a 2,5 milioni di euro e non ci sono più i contributi per i consorzi dei comuni (258 mila euro) che si occupano esclusivamente della gestione e della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per le spese di funzionamento.

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