Mercoledì, 19 Settembre 2018

D’Alia: "Se perdiamo un assessore, usciamo dal governo"

Parla il leader dell’Udc: «Prioritari la riforma che semplifica la pubblica amministrazione e il riordino delle leggi in materia urbanistica»
Sicilia, Politica

PALERMO. «Un rimpasto in giunta? È nella disponibilità di Crocetta, non nostra. Quando e se vorrà parlarne, siamo pronti. Ma se verrà ridimensionata la pattuglia di assessori dell’Udc, usciremo dal governo. Si pensi invece a spendere bene i fondi europei, a usare in pieno quelli che mette a disposizione il governo e a varare le riforme per il rilancio dell’economia»: Gianpiero D’Alia, ministro della Pubblica amministrazione e leader dei centristi, fissa i paletti per gli accordi nella maggioranza su assetti politici e programma.

QUALI SONO LE VOSTRE PRIORITÀ?

«Io credo che si debba partire dall’analisi dei dati su disoccupazione e recessione che la Cisl ha fornito proprio in queste ore. Ci sono livelli di crisi inquietanti, di fronte ai quali il governo deve reagire. La luna di miele con gli elettori è finita. E ora, varata la Finanziaria grazie al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e al gran lavoro dell’Udc, bisogna puntare al rilancio».


DA COSA INIZIEREBBE L’UDC?

«Il governo nazionale ha appena stanziato per le Regioni del Sud 6,2 miliardi riprogrammando risorse non spese negli anni scorsi. Crocetta si occupi di intercettare questi fondi e di spenderli al meglio. Si possono impiegare soprattutto in politiche attive del lavoro. Una delle misure principali è quella che stanzia 350 milioni per i contratti di ricollocamento di chi ha perso il lavoro o di Lsu ed Lpu che vogliono ricollocarsi nel settore privato uscendo dalla precarietà del pubblico. Si possono utilizzare anche per scuole, prevenzione del rischio sismico e beni culturali. La cosa essenziale è non disperderli in spese correnti e improduttive. Mentre leggo da una nota del ministero dell’Economia che la Sicilia non ha presentato richiesta per circa 206 milioni di euro a lei assegnati per pagare debiti non sanitari della Pa e che per altri 606 milioni destinati a saldare debiti sanitari perchè si attende la definizione dei relativi atti regionali...».


E L’AGENDA DELLE PROSSIME LEGGI ALL’ARS?
«L’Udc ritiene prioritaria la riforma che semplifica la pubblica amministrazione. E serve un riordino delle leggi in materia di urbanistica. Siamo inoltre da sempre favorevoli alla legge che attiva un prestito per pagare i debiti con le imprese. Infine, ci auguriamo che vengano sfruttate tutte le possibilità offerte dalle leggi varate per la stabilizzazione dei precari: si intraprendano i percorsi per chiudere questa pagina».


LA CONVINCE L’ACCORDO CHE STA MATURANDO SULLE PROVINCE?
«Se è quello che leggo sembra solo l’aumento da 9 a 12 delle vecchie Province grazie alle tre nuove città metropolitane. Secondo me le Province o si chiudono o non si chiudono. Ogni via di mezzo sarebbe solo una presa in giro degli elettori. Ma mi riservo di valutare con calma il testo che uscirà dalla commissione Affari istituzionali».


SECONDO LEI C’È IL CLIMA POLITICO PER VARARE TUTTE QUESTE RIFORME? O L’ANSIA DA RIMPASTO BLOCCHERÀ LA MAGGIORANZA?
«A me pare di capire che il rimpasto non è all’ordine del giorno. Ma è Crocetta che decide. Se davvero il presidente dovesse aprire il dibattito sul cambio della giunta noi chiederemmo il rispetto dei patti presi prima delle elezioni. E su questo sono sicuro che anche il Pd è d’accordo».


E SE CROCETTA PENSASSE DI RIDURRE LA VOSTRA RAPPRESENTANZA IN GIUNTA PER FAR ENTRARE GLI ALLEATI MINORI?
«È un tema non in discussione. Altrimenti usciremmo dalla giunta».

© Riproduzione riservata

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