Sabato, 22 Settembre 2018

La passerella si sposa con la pittura E un abito diventa un’opera d’arte

Dalla fantasia di due palermitane, la pittrice Ketty Barbante e la stilista Flavia Pinello, è nato «Pavone». Il vestito, dipinto e cucito a mano, è stato presentato a Taormina
Sicilia, Moda e Bellezza, Tempo libero

PALERMO. Anche i termini con una generica connotazione negativa quando si tratta di moda diventano forieri di positività. E così la «contaminazione» quando è artistica non fa paura ma incuriosisce. Ed è un originale abito, chiamato Pavone, il frutto della fusione tra due diverse creative palermitane, la pittrice Ketty Barbante e la stilista Flavia Pinello. La prima architetto e allieva di Renato Guttuso, la seconda giovane rivelazione che deve la sua passione per l’ago ed il filo alla nonna che fece scuola dalle sorelle Fontana. Il loro progetto ha preso le mosse dal nome dell’atelier della Pinello, Modart, che fonde i due rami dell’estro. Il frutto della proficua commistione ha debuttato la scorsa estate, a Taormina e oggi va in giro come un quadro più che come un semplice capo da passerella. Dipinto e cucito a mano, è composto da una gonna con un lungo spacco, aderente davanti e col retro a ruota ed un corpetto decolleté da cui escono morbide e sinuose piume.
«La principale difficoltà – spiega la Barbante – è stata dipingere su un tessuto come il raso di cotone, che assorbe molto colore. Ho dovuto importare tinte speciali in tonalità iridescenti e lucenti per dar vita agli occhi di pavone che avevamo ipotizzato con la stilista. Il giorno che doveva tornare a prenderlo mi sentivo emozionata ed in ansia, eppure di mostre ne ho fatto parecchie nella mia vita. La prima quando avevo solo nove anni». «Da quando ho trovato all’interno di una vecchia cassa impolverata dei cartamodelli di mia nonna – racconta la Pinello – non ho mai smesso di dedicarmi al mio progetto di moda e adesso sto assaporando il gusto dei primi risultati e l’entusiasmo del pubblico. Questo abito è arrivato in un momento della mia vita in cui volevo cambiare stile, pensando di essere matura per qualcosa di più elevato. Lo considero un’opera d’arte, un pezzo unico e a volte ho addirittura paura a farlo sfilare».
In un settore dove le gelosie e la rivalità sono la norma, i sodalizi tra artisti sono rari ma non impossibili. E può succedere anche che due prime donne, come la pittrice Beatrice Feo Filangeri e una delle interpreti dei gioielli in pizzo chiacchierino, Paola Parrinello, diano vita ad una collaborazione. Si è celebrata allo spazio Bobez, di via La Lumia a Palermo, durante un appuntamento tra il fashion ed il mondano, nato per celebrare i 25 anni di carriera della pittrice Pop Barocco, apprezzata da critici come Philippe Daverio. Sulle pareti quadri della Filangeri, caratterizzati da colori pastello, accessi e brillanti e sui lobi di selezionate amiche e modelle, definite le «Pop Barocco women», gli ampi orecchini in pizzo della Parrinello, con le stesse tonalità. In comune i richiami del passato in una produzione moderna e attuale. «Ho identificato immediatamente il design di Paola con il mio stile – spiega la Feo – linee barocche e colori forti, antico e contemporaneo che si fondono nei suoi oggetti, esattamente come da sempre cerco di fare io con i miei lavori che ritraggono grandi personaggi del passato».

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