Sabato, 17 Novembre 2018

Il trionfo di Emma Dante inaugura la stagione del Massimo: “Un successo inatteso”

Oltre dieci minuti di applausi e fiori dai loggioni per la regista siciliana e il suo 'Feuersnot'

PALERMO. «Un successo inatteso», a confessarlo è la stessa Emma Dante, regista spesso contestata ma dall’indiscusso talento, che ha saputo stregare la ‘sua’ Palermo. Complessa e impegnativa la scelta del ‘Feuersnot’, opera in un atto di Richard Strauss poco nota al pubblico, che forse è per questo che «un successo così sorprende e rallegra», è Gabriele Ferro, che ha diretto dell’orchestra del Teatro Massimo, a bisbigliarlo durante il buffet che raccoglie artisti, personalità e spettatori alla fine della rappresentazione. Eppure quegli spartiti del ‘Feuersnot’ sparsi sulla scalinata del Massimo con accidentale costruzione, sospinti poi dal caldo vento di scirocco che ieri sera ha fasciato la città, lasciavano immaginare quella ‘magia’ che poi non è tardata ad arrivare.

La messinscena si è costruita già molte ore prima dell’inizio del poema cantato, accogliendo lo spettatore in una finzione romantica che ha coinvolto tutta la platea senza mai cali di attenzione. La Stagione 2014 del Teatro Massimo si apre, così, con successo. Lo dimostrano il teatro al completo, i fragorosi applausi durati ben oltre dieci minuti, la standing ovation, i fiori lanciati dal loggione, che hanno tributato il ‘Feuersnot’ di Emma Dante, con la bacchetta di Gabriele Ferro.

A Palermo l’opera va in scena per la prima volta in Italia in lingua originale con i sopratitoli in italiano (secondo la nuova traduzione preparata da Franco Serpa). Una scelta, forse, azzardata che ha saputo però dare i suoi frutti, l’opera è stata infatti eseguita in Italia soltanto tre volte: alla Scala nel 1912 direttore Tullio Serafin, al Carlo Felice di Genova nel 1938 direttore lo stesso Strauss, alla Rai di Torino nel 1973 questa volta con Peter Maag sul podio. È la storia d’amore e magia, narrata con stile popolare e colorito dal dialetto bavarese, tra Diemut (interpretato dal soprano Nicola Beller Carbone, specialista straussiana) e Kunrad (il baritono Dietrich Henschel) durante la notte dei fuochi di San Giovanni, festa di mezza estate.

La scelta di affidare la regia a Emma Dante ha poi richiamato a Palermo molti suoi estimatori venuti da ogni parte d’Italia, proprio per il debutto siciliano della regista. Una ‘conduzione’ decisa in cui è possibile riconoscere la mano dell’artista, la sua visionarietà fatta di un palco aperto in cui le masse si muovono intrecciandosi, ognuno con il proprio copione, in una costruzione che si modifica davanti agli occhi degli spettatori stregati dall’inizio alla fine. È un atto unico in cui i cambi di scena sono sapientemente affidati agli attori, ai ballerini, che si muovono in un’alchimia che non mostra sbavature, neppure quando non si accende una delle file di luci sospese da quella facciata che rappresenta la città simbolica in cui è ambienta l’opera. La dimensione magica è affidata alle sedie sospese in aria, agli artisti da strada, ai buffoni e ai fuochisti che riempiono la scena, con indosso gli abiti di paillette e colori sgargianti, ai bambini che suonano strumenti musicali di legno, al movimento sinuoso dei corpi impegnati in un valzer o in una danza quasi propiziatoria. E proprio nella danza che ritroviamo, anche in questa regia della Dante, il gioco sull’identità: le donne si spogliano rimanendo in colorato intimo, e i ballerini indossano reggiseni, dando vita a balli in cui i ruoli si assottigliano e i corpi si fondono.

Tra il pubblico c’è chi alla fine dell’opera ha commentato ravvisando sfumature pop: nel passo di danza che richiama i movimenti di Michael Jackson, nei palleggi di calcio di uno degli attori, negli grossi occhiali neri indossati da alcuni a inizio scena, che sottolineano comunque  una lettura moderna per questa favola medievale. C’è poi il tripudio di colori in cui predominano tonalità dell’arancio e del rosso che potrebbero far pensare, ma forse così non è, a un richiamo alla terra natia. E ad alzarsi in piedi per tributare il  successo di Emma Dante anche le personalità presenti nel Palco reale: insieme al commissario del Teatro, Fabio Carapezza Guttuso, il sindaco Leoluca Orlando, l'assessore alla Cultura Francesco Giambrone, il procuratore Francesco Messineo con la moglie Michela Sacco, il pm De Francisci, il rettore Roberto Lagalla con la moglie, l’avvocato dello Stato Giuseppe Dell'Aira, la sottosegretaria allo Sviluppo economico Simona Vicari e l'assessora regionale al lavoro Ester Bonafede.

Le repliche sono previste sino al 26 gennaio, e per chi non potesse assistere alla rappresentazione sarà possibile vedere l’opera in tv martedì 4 febbraio,  trasmessa dal canale satellitare Sky Classica HD e successivamente da Unitel Classica HD. Nella Sala Pompeiana è inoltre stata allestita la mostra ‘Feuersnot Backstage’ con oltre 200 fotografie di Rosellina Garbo e un documentario di Clarissa Cappellani con il suono di Danilo Romancino, un viaggio attraverso il dietro le  quinte dell'opera: dalle prime alle ultime prove. In mostra anche i bozzetti e il modellino della scenografia di Carmine Maringola (realizzati da Mara Ratti) e i figurini dei costumi di Vanessa Sannino.

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