Lunedì, 24 Settembre 2018

La Regione: ora i farmaci «monodose»

Medicine in confezioni ridotte antisprechi: una nuova norma lo impone ma restano i dubbi su come applicarla
Sicilia, Politica, Salute

PALERMO. C’è l'obbligo di rivoluzionare la vendita di farmaci organizzando la distribuzione di confezioni monodose e ci sono aumenti di pensione per varie categorie di ex dipendenti regionali, senza dimenticare l’immancabile pioggia di finanziamenti. C’è tutto questo nel fascicolo degli emendamenti alla Finanziaria approvati all’alba di mercoledì e ora inseriti nel testo ufficiale spedito al Commissario dello Stato per la verifica di costituzionalità.
La norma che riguarda le prescrizioni di farmaci è stata proposta dal Megafono con Antonio Malafarina. Prevede che l’assessorato guidato da Lucia Borsellino predisponga un regolamento per obbligare alla vendita di farmaci in confezioni monodose «o contenenti un numero di medicine utili a un ciclo terapeutico medio». L’obiettivo dichiarato è quello di evitare «l’accumulo di farmaci nelle cosiddette farmacie domestiche». E ovviamente il sogno è quello di far diminuire la spesa sanitaria, al punto che l’assessorato dovrebbe poi riscrivere la mappa dei ticket perchè, ovviamente, vendendo meno farmaci si dovrebbe pagare una tassa più bassa. Su questa norma circolano però molti dubbi sia in assessorato che all’Ars: come si fa a obbligare le case farmaceutiche a preparare confezioni monodose destinate solo al mercato siciliano? Dubbi che spingono i tecnici dell’assessore e lo stesso presidente della commissione Sanità, Pippo Digiacomo (Pd), a prevedere che «in primi applicazione si può distribuire farmaci monodose solo negli ospedali».
Due emendamenti proposti dal centrodestra puntano invece ad aumentare le pensioni degli ex dipendenti regionali che hanno lasciato gli uffici prima del 2000 e degli ex funzionari dei consorzi Asi. Nel primo caso l’obiettivo è recuperare un po’ della differenza che si è creata fra gli stipendi attuali di chi è in servizio e la pensione di chi ha lasciato da tanto tempo. È un principio introdotto anche a livello nazionale ma che sta già portando i sindacati in piazza perchè il governo vorrebbe concedere gli aumenti anche agli ex dirigenti e non solo ai funzionari. In ogni caso in questa prima fase i fondi stanziati sono pochi, un milione in tutto, e garantiscono solo l’applicazione di un principio. Più o meno la stessa cosa varrà per gli ex dipendenti dei consorzi Asi a cui una norma assicura un adeguamento delle pensioni ai livelli di quelle regionali (si potrebbero ipotizzare aumenti fino a 400 euro) anche se l’Irsap - l’istituto che ha preso il posto delle Asi - dovrà farvi fronte con proprie risorse senza aiuti dalla Regione.
Due norme molto delicate riguardano invece i rifiuti e l’acqua. La prima permette alla Regione di spendere delle somme residue (20 milioni all’anno fino al 2017) per finanziare la copertura dei debiti dei vecchi Ato rifiuti. La seconda prova a mettere una pezza ai problemi nella gestione dell’acqua nati dopo il fallimento dell’Aps a Palermo e della Saiotto a Siracusa: intanto si prevede che il servizio passi in mano a un ente pubblico che darà occupazione ai 206 dipendenti dell’Aps e ai 160 della Saiotto. È un primo passo che va nella direzione della futura riforma per il passaggio dell’acqua in mani pubbliche. Per questa fase transitoria a Siracusa e Palermo la Regione ha stanziato 3 milioni: «Troppo pochi - secondo la Uil - e dunque c’è il rischio che fra due mesi i soldi per i dipendenti siano finiti e il servizio non sia ancora assegnato in via definitiva».
In tema di tagli Gianni Borrelli della Uil protesta soprattutto per «la riduzione di 5 milioni dei fondi destinati alla Sas, la società che gestisce i custodi dei beni culturali e i servizi non sanitari negli ospedali. C’è il rischio di non poter assicurare le aperture dei musei la domenica e nei giorni festivi». Approvata anche la norma che permette di aumentare del 50% le tasse per il recupero ambientale a carico dei gestori delle cave: il massimo esigibile non potrà comunque superare i 50 mila euro (era 25 mila fino al 2013). Nella pioggia finale di finanziamenti rientrano i 100 mila euro per l’indennità di missione degli ispettori del lavoro, i 200 mila euro per l’acquisto di libri nelle scuole (il sospetto di alcuni deputati è che la somma sia indirizzata a un solo autore) e i 100 mila euro per i consorzi agrari.

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