Martedì, 25 Settembre 2018

Congresso del Pd in Sicilia, Faraone sfida Crocetta: "O si cambia o si torna al voto"

PALERMO. Con un documento in 10 punti, Davide Faraone, leader dei renziani in Sicilia, lancia la campagna per il congresso regionale del Pd, in calendario il 16 febbraio, ma soprattutto sfida il governatore Rosario Crocetta: «O si cambia o si va al voto». Attaccato dal governatore, che si considera il «l'unico rottamatore» nell'isola e che aveva auspicato le dimissioni del delfino di Renzi per il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulle "spese pazze" all'Assemblea siciliana, Faraone passa al contrattacco: «Ci prepariamo al congresso regionale e ovunque sentiamo parlare di rimpasto. Rimpasto, rimpasto, rimpasto. L'unico rimpasto che noi dobbiamo augurarci è un rimpasto di idee e di programma nella politica regionale». Quindi la stoccata al «rivoluzionario» Crocetta: «Fino ad oggi niente rivoluzione, solo tanta continuità con un passato che non ci piace». E allora «o si cambia o in Sicilia meglio tornare al voto, questo galleggiamento non serve a nessuno». Nel suo "crono-programma", Faraone fa una sorta di lista della spesa «delle cose da farsi subito e delle cose che dovrebbero farsi in un tempo un pò più lungo, 4 anni non di più»: una nuova geografia politica, meno costi della politica, meno burocrazia con una Regione trasparente e accessibile con un clic, con la cultura si mangia, jobs act Sicilia, formazione e innovazione, diritti-garanzie e servizi pubblici per "la sfida del welfare perfetto", mobilità e città da vivere, il mare e la terra, fiscalità.


"SCIACALLI E MAFIOSI, STESSA CATTIVERIA". «Aspettiamo serenamente che si chiudano le indagini della magistratura, sapremo chi erano i pazzi e chi no. Massima fiducia, se qualcuno ha rubato è giusto che paghi. La cattiveria degli sciacalli è pari alla cattiveria dei mafiosi, noi siamo diversi da loro». Lo scrive il "renziano" Faraone. Una "frecciata" che sembra indirizzata al governatore Rosario Crocetta, che lo aveva invitato a dimettersi dalla segreteria del Pd per il suo coinvolgimento dell'indagine sulle spese pazze all'Assemblea siciliana, anche se Faraone nel documento non cita espressamente il presidente della Regione siciliana.

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