Sabato, 22 Settembre 2018

Lupo avverte Crocetta: brutta Finanziaria

Il segretario del Pd contro gli assessori Lo Bello e Cartabellotta: ci hanno preso in giro sulle norme per i forestali. Il presidente della Regione ribatte: «La manovra difende i ceti più bisognosi e taglia gli sprechi»
Sicilia, Politica

PALERMO. Un faccia a faccia con i vertici del Pd prima della pausa di Capodanno non è servito a raggiungere una tregua. E così davanti a Crocetta la strada per approvare la Finanziaria e subito dopo la riforma delle Province si fa piena di curve. «Questa manovra lascia molto a desiderare - ha detto Giuseppe Lupo, segretario del Partito democratico - e non siamo d’accordo ad aumentare il numero di consorzi di Comuni che sostituiranno le Province, come vorrebbe fare il presidente». Crocetta, dal canto suo, nei giorni scorsi ha difeso la finanziaria sottolineando che difende «i ceti deboli e taglia gli sprechi». Il presidente ha convocato un vertice di maggioranza per domani mattina.
Il clima è tesissimo. Anche per via dell’incontro che Crocetta ha avuto con Giuseppe Castiglione, leader del Nuovo centrodestra, per cercare una collaborazione istituzionale che secondo qualcuno potrebbe sfociare in un allargamento della maggioranza.
Lupo ieri ha preso le mosse da un comunicato di Cgil, Cisl e Uil che, annunciando uno sciopero dei forestali per il 7 gennaio, hanno chiesto la cancellazione dell’articolo 12 della manovra in discussione da domani: è l’articolo che prevede il blocco del rinnovo del contratto collettivo, il blocco delle promozioni, il taglio dell’indennità chilometrica e in generale dei fondi al settore. Per il segretario del Pd «su queste norme, che riguardano anche i consorzi di bonifica, ci era stato assicurato dagli assessori Maria Lo Bello e Dario Cartabellotta un confronto con i sindacati. Capiamo invece di essere stati presi in giro e ci dispiace». La Lo Bello è uno dei tecnici del Pd che il partito voleva sostituire alla fine dell’estate: operazione fallita per il no di Crocetta al rimpasto. Cartabellotta è espressione dell’Udc, partito favorevole all’apertura ad Alfano.
Lupo protesta anche per alcune nomine: «Non ci importa del rimpasto nè di poltrone anche perchè quelle Crocetta le riserva agli aderenti al Megafono. Più che alla spartizione delle poltrone siamo arrivati all’assegnazione degli sgabelli». Sullo sfondo però resta la tensione nella maggioranza e i delicati equilibri che hanno mandato Ko il governo sulle Province. Ora Crocetta ha tempo fino al 15 febbraio per varare una riforma che eviti di far tornare in vita le Province. E da lunedì Antonello Cracolici inizia a esaminare in commissione Affari istituzionali la legge. Ma il testo, targato Pd, non piace a Crocetta che annuncia di cambiarlo a colpi di emendamenti governativi. Lupo mette il Pd di traverso: «L’unica legge possibile è quella che Cracolici ha già in esame». Il segretario del Pd non crede neppure alle ipotesi di collaborazione istituzionale con il Nuovo centrodestra di Alfano: «Ricordo a Crocetta che hanno votato la settimana scorsa per far rivivere le Province. Su cosa dovremmo collaborare? Il dialogo si faccia con tutti e nelle sedi opportune, altrimenti è un tradimento della maggioranza. Noi non andiamo a rimorchio di nessuno». Messaggio riferito anche all’imminente dibattito sulla legge per l’acqua pubblica che vede altri due testi diversi: uno del Pd e uno del governo.
E c’è un altro tema che vede il Pd e Crocetta contrapposti. È quello dei prepensionamenti. In commissione è stato stoppato l’articolo che congelerebbe per tre anni la riforma Fornero consentendo a circa 1.300 dipendenti di lasciare gli uffici fra ora e il 2016 con i vecchi requisiti. Norma popolare che però ha visto contrario proprio Cracolici. Secondo Dario Matranga e Marcello Minio, leader dei Cobas Codir, il motivo è che se si fanno i prepensionamenti si dà per ufficiale un corrispondente ridimensionamento delle piante organiche che cozzerebbe con le annunciate stabilizzazioni di 750 precari negli assessorati regionali e negli enti collegati (Protezione civile in primis): «Dichiarare lo stato di esubero impedirebbe operazioni clientelari di inserimento selvaggio di personale nei ruoli della Regione». I Cobas propongono altre ipotesi per i precari senza rinunciare ai prepensionamenti.
Pd e Crocetta avrebbero raggiunto una intesa solo sulla riforma delle partecipate: norma ritirata dall’assessore all’Economia, Luca Bianchi, durante l’esame in commissione proprio per evitare bocciature. Ma il capogruppo Baldo Gucciardi spiega che «ci sarà una riscrittura condivisa e su questa si andrà avanti in aula». La verifica scatterà da domani quando il Parlamento riaprirà con l’obiettivo di approvare tutto entro il 10.

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