Giovedì, 20 Settembre 2018

Serradifalco, bilancio da far quadrare «Niente fondi per utenze e anziani»

SERRADIFALCO. «Al fine di potere assicurare il pareggio del bilancio di previsione 2013» (ancora da approvare) il ragioniere capo del Comune non ha previsto il pagamento di alcune spese. Come quella della bolletta della luce e delle rette di ricovero di anziani, minori e disabili. Nel caso la sua manovra dovesse essere condivisa dal consiglio comunale (che, pur se con un anno di ritardo) sarà chiamato ad approvare il preventivo, le voci di spesa entrerebbero “nel piano finanziario pluriennale di riequilibrio”. Ossia del più comunemente conosciuto come “dichiarazione di stato di predissestato finanziario”, che sarebbe all’esame dell’organo deliberativo dopo l’approvazione del bilancio 2013.
Intanto, le spese che il dottor Elio Cirrito non ha inserito nello schema di bilancio predisposto dalla giunta comunale sono quelle di circa duecento mila euro complessivi, a carico del comune, per il ricovero di anziani, minori e disabili nelle strutture convenzionate; e di trecentonovantamila euro per l’illuminazione pubblica. E di quattromila euro quale contributo ai bisognosi per il servizio di mensa materna ed elementare. In aggiunta, fra le altre spese, di quella di 450 mila euro, per la copertura del costo del servizio integrato d’igiene ambientale; di cinquemila euro per la prevenzione del randagismo; di seimila euro per la struttura che ospita l’asilo nido comunale, di diciottomila per quella dov’è ubicata la scuola media e ventimila nell’altra della scuola l’elementare; di quattromila euro per il funzionamento delle fontanelle pubbliche. Oltre a una sfilza di debiti fuori bilancio recentemente riconosciuti dal consiglio comunale. Per complessive quattrocentomila euro circa. In quest’ultimo caso, non fosse altro perché, come lo stesso ragioniere capo evidenzia, “sono in corso d’istruttoria pratiche di riconoscimento di ulteriori debiti fuori bilancio” per ulteriori trecentoventimila euro circa. Tutte “criticità” che, secondo il ragioniere capo Cirrito, “non possono essere risolte con i normali rimedi finanziari previsti dalla normativa (riduzione di spese, incremento delle entrate tributarie), che possono bastare per squilibri non così rilevanti, tenuto conto delle dimensioni del bilancio del comune di Serradifalco”.

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