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Raffineria di Gela, l’allarme della Cisl: «A rischio tremila posti di lavoro»

GELA. Non usano le mezze misure nel parlare di rischio concreto di perdita occupazionale per circa tremila lavoratori che operano per il diretto e l’indotto della Raffineria. L’investimento di 700 milioni di euro annunciato dal colosso energetico Eni, nel quadriennio 2014-2017, rischia di essere cancellato dalle restrizioni Aia (Autorizzazione integrata ambientale) imposte dal ministero dell’Ambiente. L’ennesimo campanello d’allarme è stato lanciato, ieri, dalla Femca Cisl nel corso dell’assemblea del direttivo provinciale dei chimici alla presenza dei propri tesserati. “Si sa che con le ristrettezze sulle emissioni imposte dall’Aia la Raffineria non potrà rimanere in marcia – spiega Sergio Gigli, segretario generale Femca Cisl – Dobbiamo far capire alla città che se dovesse chiudere la Raffineria sparirebbero tremila posti di lavoro, tra lavoratori diretti e dell’indotto, e si avrebbero gravi ripercussioni per tutto il sistema economico del territorio. Bisogna togliere gli intoppi burocratici a tutela di questo importante insediamento industriale”. Durante il direttivo della Femca Cisl, che si è tenuto nei locali della saletta sindacale sotto le ciminiere della Raffineria, sono intervenuti anche i segretari territoriali tra Caltanissetta, Agrigento ed Enna. “Dobbiamo avere una politica industriale importante in tutto il territorio provinciale – accusa Emanuele Gallo, segretario generale provinciale - E’ emblematico il fatto che l’assemblea ha aumentato solo per l’isola le Royalties, portandole dal 10 al 20 per cento”. “Ognuno per le proprie caratteristiche dobbiamo riconsiderare le restrizioni – incalza Francesco Emiliani, segretario provinciale – Sappiamo che parte degli investimenti annunciati dall’Eni sono a sostegno dell’eco-sostenibilità. Gli investimenti sulla scorta di questo concetto possono essere fatti – aggiunge - ma per quanto riguarda le restrizioni bisogna guardare con responsabilità sulla ricaduta occupazionale. Basterebbe poco per mettere a repentaglio l’economia di tutto il territorio gelese”. Era presente anche il segretario regionale Femca Cisl, Franco Parisi. Negli scorsi giorni anche la Filctem con il neo segretario Gaetano Catania e la Uiltec e l’Ugl, rappresentate da Silvio Ruggeri e Andrea Alario, avevano denunciato il pericolo di perdita occupazionale legato alle restrizioni imposte dal ministero all’Eni per l’Aia.

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