Tagli a trasporti e precari: Regione, protestano le imprese

Si lavora a Bilancio e Finanziaria, ma Anav e Confindustria dicono no alla sforbiciata. Da Roma 77 milioni in più per la sanità. Polemica sui fondi per le iniziative antimafia. Bianchi: nessuna riduzione, avremo più soldi

PALERMO. Bilancio e Finanziaria non sono ancora arrivati in aula, ma fioccano le proteste per i tagli previsti nei documenti presentati all'Ars dal governo Crocetta. Dal presidente della commissione Antimafia dell'Ars, Nello Musumeci, agli imprenditori del trasporto pubblico privato, al presidente di Confindustria, Antonello Montante. Tutto questo mentre lo Stato ha ripartito alle regioni i fondi per la sanità: alla Sicilia spettano 77 milioni e 94 mila euro in più rispetto all'anno scorso. Per un totale di 8.577.004.404 euro.
Giornata frenetica ieri alla Regione e all'Ars, in cui a tenere banco è stato il giallo sul taglio dei fondi destinati all'antimafia. Nel Bilancio i fondi per l'antimafia non sono stati tagliati, ma un equivoco ha scatenato una guerra di cifre tra maggioranza e opposizione e ha rischiato di creare una spaccatura all'interno dei partiti e tra gli assessori all'Economia Luca Bianchi (Pd) e alla Famiglia Ester Bonafede (Udc).
La bagarre perché in mattinata in commissione Affari Istituzionali era stato illustrato solo il documento relativo al bilancio di previsione, dove in effetti erano previsti i tagli. Però non era stato analizzato il rifinanziamento delle leggi di spesa contenuto nell'allegato 1 della Finanziaria. Da qui la confusione.
Ad aprire lo scontro è stato Musumeci, presidente della commissione Antimafia: «I fondi per la lotta alla mafia sono stati ridotti del 90% rispetto all'anno scorso, essendo passati da circa un milione e mezzo di euro dello scorso anno ad appena 150 mila euro per il 2014, con un calo del 90 per cento». A replicare è il titolare dell'Economia, Luca Bianchi: «È un abbaglio clamoroso perché non solo i fondi per la lotta a Cosa nostra ci sono, ma sono pure stati aumentati dal milione e 200 mila euro previsti l'anno scorso ad un milione e 646 mila euro». Ma il dado è tratto e l'assessore si spinge a criticare la sua collega Bonafede, sottolineando «la mancanza di chiarezza, da parte dell'assessore al ramo nell'illustrare la parte di manovra di sua competenza in commissione». Pace fatta in serata, quando i due assessori, chiarendo l'equivoco, ribadiscono «lo spirito di piena collaborazione».
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