«Sala operatoria chiusa per quattro mesi», l’odissea di un giovane di Serradifalco

SERRADIFALCO. «A causa del mancato funzionamento della sala operatoria, un intervento di chirurgia è stato rinviato di quattro mesi». Giungono anche da Serradifalco le lamentele per la mancata operatività della sala operatoria dell'ospedale "Maddalena Raimondi" di San Cataldo. Nel quale, data anche la sua relativa poca distanza, molti serradifalchesi si recano per sottoporsi a piccoli interventi chirurgici. A parlare è una donna (R. L., le sue iniziali), madre di un ragazzo non ancora maggiorenne. La quale narra quella che definisce "l'odissea" percorsa dal figlio. «Rendendosi necessaria l'asportazione di un neo, abbiamo prenotato l'intervento al "Raimondi" di San Cataldo. Sicuramente più comodo, poiché i tempi d'attesa sono più brevi e perché più facilmente raggiungibile, rispetto all'ospedale di Caltanissetta. L'operazione era stata programmata per lo scorso 28 novembre. Pochi giorni prima, però, telefonicamente ci avvisano che l'intervento era rimandato a data da destinarsi, a causa del mancato funzionamento della sala operatoria. Il 9 dicembre successivo m'informano ancora che il problema non era ancora stato risolto. Abbiamo così deciso di prenotare l'operazione al "Sant'Elia" di Caltanissetta. Dove la prima data utile che ci è stata indicata è quella del 16 marzo del prossimo anno", racconta la signora. La quale sostiene di essere a conoscenza anche di altri casi simili al suo. «Non soltanto - precisa la donna - a Serradifalco, ma anche in altri paesi viciniori, ed anche più gravi, e quindi urgenti, rispetto a quelli di mio figlio. Anche loro costretti a recarsi in altri ospedali».

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