Sicilia, Politica

Finanziaria, 12 milioni per l’emergenza casa

Previsti contributi agli inquilini morosi, alle giovani coppie e alle famiglie che non riescono a pagare il mutuo. La manovra mira anche al recupero dei centri storici: l’assessorato alle Infrastrutture creerà un fondo per le riqualificazioni urbane

PALERMO. Contributi agli inquilini morosi e alle famiglie che non riescono a pagare il mutuo, investimenti per il recupero di immobili nei centri storici da assegnare poi alle fasce più povere: la manovra che il governo Crocetta proverà a portare al voto entro il 31 dicembre stanzia circa 12 milioni con l’obiettivo di superare l’emergenza casa.
La prima norma è quella destinata a chi non riesce più a pagare il mutuo o l’affitto. All’articolo 31 della Finanziaria l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, ha previsto che l’Irfis può dare contributi per facilitare la stipula dei contratti di mutuo per l’acquisto di case nel territorio siciliano. Si tratta di contributi che integrano quelli già previsti da altre norme nazionali.
Inoltre, per gli inquilini morosi sono pronti 2 milioni per il 2014 e altrettanti per l’anno dopo. Per assegnarli, i Comuni dovranno pubblicare entro quattro mesi dal varo della Finanziaria degli appositi bandi. Un decreto dell’assessore regionale alla Famiglia stabilirà, prima dei bandi comunali, i criteri per definire il concetto di «inquilino moroso incolpevole» e quelli per individuare le priorità nell’assegnazione dei contributi. A questo proposito, verranno privilegiati nell’assegnazione dei fondi i Comuni che già hanno piani di riduzione del disagio abitativo e quelli che «prevedono percorsi di accompagnamento sociale per gli sfrattati».
L’Irfis potrà anche aiutare le giovani coppie, una norma destinata pure alle coppie di fatto. L’unico limite è che si siano formate (cioè sposate o iscritte nel registro delle unioni civili) da un massimo di tre anni. Anche in questo caso l’istituto di mediocredito siciliano potrà integrare i contributi per l’acquisto della casa già erogati dalla Cassa depositi e prestiti. La norma (articolo 30) è costruita dal punto di vista giuridico come adesione dell’Irfis alla convenzione già in vigore fra l’Abi e la Cassa depositi e prestiti.
Per fare tutto ciò l’istituto siciliano dovrà prima essere modificato. Un’altra legge in discussione questa settimana all’Ars separerà le competenze di intermediazione bancaria da quelle di agenzia di sviluppo regionale permettendo così all’Irfis, che nel frattempo modificherà il proprio statuto, una maggiore elasticità nella sua azione.
Il piano-casa del governo Crocetta poggia anche sul progetto di recupero dei centri storici. Ipotesi per la verità non nuovissima e in passato poco fortunata che adesso viene riproposta con alcune varianti indicate all’articolo 33 della Finanziaria: l’assessorato alle Infrastrutture creerà un fondo destinato «ad attivare procedure di riqualificazione urbana, anche mediante cofinanziamento attraverso il Piano di azione e coesione (i fondi europei)». Pronti 10 milioni che verranno assegnati con priorità ai Comuni che procedono all’esproprio di «immobili non utilizzati nei centri storici per destinarli, previa ristrutturazione, alla vendita a prezzi agevolati o all’affitto con riscatto alle famiglie con disabili o con reddito inferiore a 20 mila euro misurato col modello Isee». La norma consente ai Comuni di stipulare convenzioni con i privati.
Già prima del deposito del testo all’Ars, Crocetta e Bianchi avevano annunciato altre due mosse per il piano casa: la concessione alle famiglie disagiate delle case abusive acquisite al patrimonio comunale e la vendita agli attuali assegnatari degli alloggi di proprietà della Regione e di enti regionali.

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