Latte d’asina contro le allergie «Così evitiamo i prodotti chimici»

La frequenza di reazioni negative ai derivati vaccini è tra lo 0,3% e il 5% dei bambini. Su 5 mila nati in Sicilia ogni anno l’1% ha questo genere di disturbi

PALERMO. Una soluzione per chi è intollerante al lattosio potrebbe arrivare...dall’asino. In Sicilia infatti nascono 5 mila bambini l’anno, e l’1% di questi bimbi è intollerante. Il latte d’asina è importante in questa patologia perché offre la possibilità di dare al bambino un latte vivo, rispetto al latte in polvere creato chimicamente.
A stabilire se un bambino è intollerante al latte vaccino sarà il pediatra. Ci sono alcune manifestazioni cliniche tipiche come diarrea, colite allergica, ma anche la carenza di crescita del bambino, che vomita o manifesta asma o problemi cutanei come dermatiti. Il medico, davanti al sospetto di una possibile allergia al latte vaccino, può sostituirlo. Si può scegliere un latte modificato chimicamente e reso più digeribile, oppure con il latte d’asina.
«Il latte modificato in laboratorio è meno saporito rispetto al latte d’asina fresco – spiega il direttore dell’U.O di Gastroenterologia pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Palermo, Giuseppe Iacono - Il latte in polvere è più conveniente per i genitori: il latte d’asina ha un prezzo medio di 10 euro al litro, mentre il latte in polvere costa 5 euro al litro. Ma il latte d’asina, essendo un latte vivo che non è passato a temperature elevate che distruggono le vitamine e i fattori di crescita, è molto più salutare».
Il latte d’asina è «ipolipidico», con una bassa composizione di grassi. Per poter dare al neonato questo latte bisogna renderlo dal punto di vista calorico più simile al latte materno. Per farlo bisogna aggiungere una piccola quantità di grasso, preferibilmente l’olio di semi di girasole ricco di Omega 3. Un litro di latte d’asina da’ 460 calorie, mentre un litro di latte materno ne da’ 650. In provincia di Palermo ci sono almeno 5 produttori di latte d’asina a Carini, Bagheria, Villafrati, Corleone, Trabia. Tutti i produttori possono vendere al dettaglio per legge solo latte appena munto sul posto.
«Il latte d’asina contrariamente agli altri tipi di latte contiene un antibiotico naturale che è il lisozima in quantità 5 volte superiore rispetto al latte materno – spiega il dottore Iacono - E’ stato, inoltre fatto un esperimento: è stato messo in un contenitore aperto il latte vaccino e in un altro il latte di asina per una settimana. Il latte di vacca è andato a male e si era creata una grande quantità di batteri, mentre il latte d’asina è rimasto tale e quale. Il motivo sta proprio nel fatto che esso ha un elevato lisozima che impedisce la creazione di batteri. Questo esperimento dimostra che per il latte d’asina non è necessaria la pastorizzazione. L’importante è che le asine siano sane seguite da un veterinario».
Ma l’asino può essere anche curativo e riabilitativo per i ragazzi disabili. È stato presentato ieri un progetto dal titolo Lasino che cura, quando il sogno diventa realtà all’Istituto zootecnico di Palermo. Il programma prevede la creazione di una fattoria sociale per l’inserimento lavorativo di almeno 12 ragazzi disabili. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione con il sud che aiuterà i ragazzi ad avviare una fattoria nelle colline vicino Termini Imerese. A febbraio partirà la fase di formazione dei ragazzi che poi continuerà con un percorso curativo con l’oloterapia, ma anche con l’organizzazione di onotrekking e onodidattica per le scolaresche.

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