Berlusconi ai microfoni di una radio francese: "Se mi arrestano, in Italia ci sarà una rivoluzione"

L'ex premier ribadisce la sua innocenza, spiegando di non avere da rimproverarsi «alcun errore» e sottolineando che nella sua vita privata non c'è stato «alcun eccesso»

Dopo la sua decadenza dalla carica di senatore, Berlusconi torna a parlare e lo fa a ruota libera ai microfoni della radio francese, Europe 1.


«Possono controllarmi il telefono, mi hanno tolto il passaporto e possono arrestarmi quando vogliono. Ma non ho paura, se lo fanno ci sarà una rivoluzione in Italia». In Italia «non c'è stato un solo colpo di stato ma quattro. Il colpo di stato c'è ogni volta che un paese non può essere governato dagli uomini eletti dal popolo». «Sono in campagna elettorale, stiamo cercando di convincere quei 24 milioni di italiani che non hanno ancora deciso di votare per la sinistra. Il governo - ha aggiunto Berlusconi - non è più eletto dal popolo, il 24 maggio è il giorno in cui si voterà per l'Europa, chiediamo di avere la possibilità di avere lo stesso giorno elezioni per l'Italia». Poi continua, «non si può mettere in galera qualcuno che sta facendo campagna elettorale contro chi ha utilizzato il suo braccio giudiziario per impedirgli di fare politica. Non ho paura che mi mandino in prigione. Ma sarà difficile che lo facciano, poichè avrei immediatamente con me la grande maggioranza del paese alle prossime elezioni».


Ad una domanda sulla cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha poi risposto: «Fa i suoi interessi, questa Europa ha voluto una politica che crea depressione e non sviluppo». Quando gli hanno chiesto cosa pensasse dell'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi ha risposto ironicamente: «Qual è la prossima domanda?». Su Putin dice: «Sì, (Vladimir) Putin è stato a cena da me due giorni prima della decisione del Senato» sulla decadenza. «E' un ottimo amico. Lo conosco dal 2001».


"AMO IL MIO PAESE, NON SCAPPO DALL'ITALIA". «Sono in una situazione di debolezza personale che può rivelarsi anche una forza», ha poi detto Berlusconi, aggiungendo che se gli verranno imposti gli arresti domiciliari con impedimento di fare politica, vorrà dire che in Italia «non c'è più la libertà». E sulle sue eventuali intenzioni di lasciare l'Italia, ribadisce: «Amo il mio paese, non posso terminare la mia avventura umana e di patriota scappando dall'Italia».


"SPERO IN UNA REVISIONE DEI MIEI PROCESSI". In Italia «non c'è stato un solo colpo di stato ma quattro. Il colpo di stato c'è ogni volta che un paese non può essere governato dagli uomini eletti dal popolo. Spero di poter arrivare alle elezioni politiche in Italia avendo già ottenuto la revisione dei miei processi». Ha poi precisato di avere «due possibilità, la revisione in Italia e il ricorso alla Corte del Lussemburgo». Berlusconi ha ribadito di essere «assolutamente sicuro» di essere assolto al termine delle revisioni. Per quanto riguarda le elezioni, ha aggiunto: «non sarò candidato, vediamo se potrò mettere il mio nome sul simbolo elettorale».


L'AFFONDO SUL GOVERNO LETTA. «Il governo di Enrico Letta non ha mantenuto le promesse fatte alla gente». Quanto alla «instabilità» dell'Italia che comporterebbe una caduta del governo, Berlusconi ha sottolineato: «La stabilità è qualcosa che hanno voluto mettere sul tavolo ma che non esiste. Nei precedenti 50 anni, i governi cambiavano in media ogni 11 mesi. Io sono l'italiano che è stato più tempo al governo».


"NON MI RIMPROVERO NULLA: NESSUN ERRORE, NESSUN ECCESSO". Silvio Berlusconi poi ribadisce la sua innocenza, spiegando di non avere da rimproverarsi «alcun errore» e sottolineando che nella sua vita privata non c'è stato «alcun eccesso». «È avvenuto qualcosa che si può chiamare un colpo di stato - ha detto l'ex premier - il Partito comunista voleva prendere il potere definitivamente dal 1992, io ho avuto la possibilità di non renderlo possibile». Quanto alla condanna per evasione fiscale, Berlusconi ha affermato di essere «il primo contributore dello stato» e che «nessun italiano può pensare che ho evaso tasse. Sono assolutamente sicuro - ha aggiunto - che alla fine sarò assolto». Quanto alle testimonianze sulle serate di Arcore, Berlusconi parla di una «cosa montata dalla giustizia, per condannarmi hanno bisogno di dire queste cose. Le serate - ha sottolineato - erano assolutamente normali, non ho mai visto un gesto non dico di sesso ma soltanto non elegante, in casa mia. Ma per i giudici, se qualcuno dice qualcosa contro me è sincero, se parla a mia discolpa si tratta di falso». 

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