Stato-mafia, Lari: "Le minacce di Riina a Di Matteo sono serie"

ROMA. Le minacce di Totò Riina a Nino Di Matteo, pm del processo sulla trattativa Stato-mafia, «non sono da prendere sottogamba». Ne è convinto Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta.   Lari teme che il capo dei capi di Cosa nostra, «molto lucido malgrado l'età ultraottantenne», stia mandando segnali per un «colpo di coda»: un tentativo che nasce da una «voglia di vendetta e di rivalsa». Per Lari la trattativa, «che certamente c'è stata», avrebbe dovuto provocare vantaggi per la mafia, come l'attenuazione del 41 bis e la revisione dei processi, «che non ci sono stati» malgrado eventuali garanzie politiche. Ciò avrebbe compromesso la credibilità di Riina che ora, a 83 anni, cercherebbe una vendetta perchè «in Cosa nostra il ruolo svolto in libertà non si conclude mai».

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