Sicilia, Politica

Bilancio regionale, 300 milioni di tagli

Meno finanziamenti per forestali, trasporti locali, società partecipate e per i cda degli enti dello spettacolo. Spunta l’ipotesi di concedere il reddito minimo alle fasce deboli. Il Pd: manovra entro l’anno

PALERMO. Un taglio secco di almeno 300 milioni che colpirà tutte le principali categorie della Regione e anche il Parlamento. E poi prime misure di sviluppo e assistenza sociale da ritagliare però in un bilancio ridotto all’osso dalla spending review imposta dallo Stato. I primi appunti sulla manovra economica, dopo la strigliata del presidente dell’Ars, sono arrivati ieri sul tavolo del governo.
Giovanni Ardizzone aveva sottolineato dallo scranno più alto di Sala d’Ercole che, ormai a poco più di 20 giorni dalla scadenza del termine per arrivare all’approvazione, della manovra non c’è ancora traccia. E ieri Crocetta ha convocato gli assessori per una prima stesura nel tentativo di evitare l’esercizio provvisorio. Il testo non è ancora stato approvato dal governo ma l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, ha tracciato le linee generali. Il taglio rispetto alle spese del 2013 dovrebbe essere di circa 400 milioni ma almeno 90 si proverà a incassarli da un disperato tentativo di vendere una trentina di immobili: operazione provata senza successo da tutte le ultime giunte di ogni colore politico. Per gli altri 300 milioni bisognerà limare tutti i capitoli di bilancio, a cominciare da quello che riguarda i trasporti: l’assessore Nino Bartolotta ha già messo in guardia sindacati e associazioni di categoria annunciando una riduzione ai finanziamenti compresa fra il 3 e l’8%. Nella peggiore delle ipotesi ciò si tradurrebbe in circa 15 milioni in meno per i bus pubblici e privati: il settore da due anni si è attestato sui 177 milioni di finanziamento (erano 222 fino al 2011). Un taglio leggermente superiore è previsto per i collegamenti via mare, che oggi contano su 90 milioni circa. L’assessorato ai Trasporti perderà complessivamente 36 milioni ma Bartolotta si dice certo che «la riorganizzazione dei servizi eviterà disagi ai cittadini».
L’operazione di riduzione della spesa potrebbe perfino essere più dura se Bianchi non otterrà il via libera formale a un accordo in via di definizione con lo Stato: riguarda l’utilizzo di circa 640 milioni di fondi Fas, una parte già impiegata nel bilancio 2013 e un’altra da sfruttare adesso. Dall’assessorato lasciano filtare che Roma starebbe per dare il via libera ma non c’è ancora l’ufficialità.
Nel fiume di indiscrezioni che filtrano dall’assessorato di via Notarbartolo c’è anche la proposta di un taglio di circa 20 milioni ai finanziamenti che la Regione eroga all’Ars: sarebbe la stima dei risparmi che ci si attende dalla legge sulla riduzione di stipendi ai deputati e contributi ai partiti che andrà al voto la prossima settimana. Di sicuro l’altro assessorato che subirà tagli significativi è quello all’Ambiente che si troverà costretto a rivedere il budget, fra l’altro, anche per i forestali. Previste pure forti riduzioni ai finanziamenti destinati alle società partecipate, anche in questo caso collegati a un piano di riordino di cui l’assessorato ha sempre annunciato le linee guida senza formalizzare mai il progetto. E l’assessore Michela Stancheris si prepara a tagliare i compensi per i consigli di amministrazione degli enti del mondo dello spettacolo.
In una manovra che l’assessorato ha ancora solo allo stato embrionale, Crocetta prova invece a inserire una misura molto popolare: dovrebbe nascere in Sicilia il reddito minimo per le fasce più povere, una sorta di contributo che i grillini avevano chiesto da mesi. Ma l’obiettivo da inseguire è anche tecnico: senza bilancio è a rischio anche la norma su stabilizzazioni e proroghe dei contratti dei precari. E per questo motivo dopo Ardizzone anche il Pd è andato in pressing sul governo: «Il nostro obiettivo è approvare la manovra entro l'anno  - ha detto Antonello Cracolici - anche perchè si intreccia con il caso  precari. Speriamo di farcela».

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