Mondiali, venerdì i sorteggi: l'Italia rischia girone di ferro

Privata del ranking Fifa, la Nazionale di Prandelli rischia di ritrovarsi insieme a squadre come Brasile, Francia o Olanda

ROMA. Un girone di ferro contro altri ex campioni del mondo, come Brasile e Francia, e in più Usa o Messico. Oppure niente Bleus, ma ecco i vice-campioni in carica dell'Olanda. Quello di venerdì nel resort turistico di Costa do Sauipe sarà un sorteggio mondiale non privo di rischi per l'Italia di Cesare Prandelli, privata dal ranking Fifa del ruolo di testa di serie e quindi alla mercè della sorte. Si ritroverà nell'urna 4, secondo quanto ha ufficializzato oggi il segretario generale della confederazione internazionale Jerome Valcke, assieme alle altre europee di seconda fascia (Spagna, Germania, Belgio e Svizzera sono invece teste di serie), per un totale di nove formazioni perchè la Fifa non ha avuto 'il coraggiò di toglierne una in base alla propria classifica (da ranking, sarebbe toccato a Francia o Russia) e quindi ha deciso di affidarsi alla sorte. Il primo atto del sorteggio di venerdì, evento che costerà complessivamente una cifra pari a circa 7 milioni di euro (e per questo fonte di nuove polemiche) e al quale la Fifa ha assicurato la partecipazione di Pelè (in dubbio per qualche problema di salute), sarà quindi l'estrazione di una delle nove palline dall'urna 4 per trasferirla a quella numero 2, di cui fanno parte le cinque africane più Cile ed Ecuador. Immediatamente dopo questa squadra indicata dalla sorte verrà accoppiata a una delle 4 teste di serie sudamericane (Brasile, Argentina, Colombia e Uruguay) che saranno collocate in una sorta di «urna X», come l'ha definita Valcke, per fare in modo che venga rispettata la regola secondo cui in nessun girone della prima fase possono ritrovarsi più di due nazionali dell'Europa. Altra regola da rispettare è quella secondo cui nessun team facente parte della stessa confederazione continentale può affrontarsi sempre nella prima fase. Ecco quindi che la suddivisione delle urne ha dovuto rispettare anche criteri geografici. In base a tutto ciò, qualcosa che lo stesso Valcke ha definito «inizialmente complicato tanto che anch'io ho stentato a comprenderlo, ma poi sarà chiaro a tutti», l'Italia (ma non solo lei) rischia il girone di ferro. «Potremmo ritrovarci in un girone con Francia e Italia - ha commentato da San Paolo il ct brasiliano Luiz Felipe Scolari - ma ci faremmo trovare comunque pronti. Il Brasile vuole e deve vincere il suo Mondiale, e io sono il primo a esserne consapevole». Insolitamente non molto loquace il presidente della Fifa Joseph Blatter, pronto comunque ad ammettere che l'ente calcistico mondiale è preoccupato per la situazione degli stadi di San Paolo, Cuiabà e Curitiba, che in teoria rischiano di non essere pronti, e a fare un'importante chiarimento sugli orari di alcune partite. Blatter ha infatti precisato che non ci sarà alcuna possibilità di cambiare l'ora d'inizio di quei match che, a Recife, Fortaleza, Natal e Salvador (dove nel periodo del Mondiale c'è il rischio di trovare 34-35 gradi con il 90% di umidità), sono in programma alle 13. Sono state quindi accantonate tutte le lamentele, in primis quella del sindacato internazionale calciatori FifPro, di chi sosteneva che non fosse possibile andare in campo in condizioni del genere. Fra questi anche il ct azzurro Prandelli, che ora si batterà per l'istituzione dei time-out. «Quando abbiamo fatto svolgere i Mondiali in Messico - ha detto Blatter - si è giocato anche alle 12 e lì c'era anche il problema dell'altura. Oggi i calciatori sono abituati a giocare in orari che non sono l'ideale: i Mondiali prevedono determinate partite a una data ora, e sarà così. È la vita, e anche il calcio, mica abbiamo deciso in Svizzera sotto una nevicata... Del resto non potremmo soddisfare tutti, c'è sempre qualcuno che rimane scontento».

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