Sanità, Borsellino: entro l'anno la scelta dei nuovi manager

ROMA. «Verrà completata entro la fine dell'anno la procedura per la scelta dei nomi dei nuovi manager della sanità siciliana», selezionati in base ai nuovi criteri previsti dalla Legge Balduzzi. A dirlo è l'assessore alla Sanità della Regione Sicilia Lucia Borsellino, a margine del convegno "Trasparenza, legalità ed etica nel Servizio sanitario nazionale" organizzato dall'Agenas, l'agenzia per i servizisanitari regionali. "Sono terminati i lavori per la selezione di una prima rosa di circa 80 candidati all'interno della quale la politica sceglierà i diciassette che guideranno le aziende sanitarie ed ospedaliere", e che costituiranno "una squadra di manager che dovranno accompagnare la seconda fase della riforma sanitaria siciliana", spiega la Borsellino. A sceglierli, una commissione esaminatrice esterna, di cui fanno parte il direttore Generale dell'Agenas Fulvio Moirano, il magistrato in quiescenza Ernesto Morici, e per la componente universitaria Marco Frey della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Alcuni dei candidati che fanno parte della short list, guidano già un'azienda sanitaria, altri provengono, invece, da diversi settori produttivi.


Tutti però vantano alto profilo e competenza, giustificati da curriculum, quiz e colloqui, come vuole la nuova normativa, in rottura con la precedente, che assegnava ad esclusivo appannaggio dei politici la designazione dei nomi per gli incarichi apicali in sanità. «Caratteristica dell'intera procedura di scelta - aggiunge l'assessore Borsellino - è stata la massima pubblicizzazione di tutti gli atti, al punto di essere accusata di "eccesso di trasparenza"». Accusa, in qualche modo strumentale, fa capire tra le righe, in una Regione, in cui proprio la mancanza di trasparenza ha reso possibili sprechi e illeciti, ma anche interventi inappropriati. Come i tantissimi cesarei di primipare, o donne al primo parto, motivati, sulle Schede di Dimissione Ospedaliera (Sdo), da «posizione anomala del feto», ovvero podalica: ben l'80% a fronte di una media nazionale dell'8%, spiega ancora Borsellino. Un po' troppa la differenza, soprattutto se si considera che, per un'azienda ospedaliera, il rimborso di un cesareo è quasi il doppio rispetto a quello di un parto naturale.

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