Sicilia, Politica

Forza Italia, in Sicilia Gibiino verso la segreteria

Gli azzurri si riorganizzano. La guida del partito andrebbe al senatore catanese. Alla Prestigiacomo riservato un profilo nazionale

PALERMO. È Enzo Gibiino il nome nuovo di Forza Italia in Sicilia. A lui Silvio Berlusconi sta pensando di affidare le chiavi del partito nell’Isola. Una scelta che, se confermata, segna l’avvio di un ricambio generazionale nel gruppo dirigente.
Nei giorni caldi della scissione di Alfano e Schifani dai fedeli a Berlusconi la guida della nuova Forza Italia in Sicilia sembrava destinata a Stefania Prestigiacomo. Ma l’ex ministro delle Pari opportunità dovrebbe mantenere un profilo nazionale lasciando sul territorio spazio a candidature emergenti. Toccherà quindi a Gibiino che, secondo quanto trapela da Roma, riceverà una investitura ufficiale come da sempre è accaduto per i leader locali del partito di Berlusconi.
Gibiino è un giovane, 48 anni, che è stato lanciato in politica dall’asse catanese Castiglione-Firrarello. Tuttavia al momento della spaccatura non ha seguito i leader della sua corrente nel Nuovo Centrodestra e ha scelto di restare nell’orbita di Berlusconi. Catanese, senatore alla seconda legislatura, Gibiino è stato nella sua città presidente dello Istituto autonomo case popolari e coordinatore locale del Pdl. Ma la sua notorietà deriva soprattutto dalla Ferrari, ne possiede due ed è il referente locale dell’associazione dei ferraristi: ruolo che gli ha creato un rapporto personale con Luca di Montezemolo. Gibiino è anche nipote di uno degli storici imprenditori della sanità privata, titolare dell’omonima casa di cura etnea.
In attesa che la nomina di Gibiino sia ufficiale, gli equilibri maturano intorno alla formazione della lista per le Europee di primavera. È quella la competizione su cui gli uomini di Berlusconi contano per misurare i rapporti di forza con i cugini del Nuovo centrodestra. E la lista sarà frutto di un complicato gioco a incastro. Un posto sicuro lo avrà l’attuale eurodeputato Salvatore Iacolino, che non ha seguito Alfano nella scissione e che, partendo da Agrigento, avrà un ruolo di primo piano anche sul territorio regionale. Iacolino sarà il punto di riferimento di una zona della Sicilia in cui il partito ha perso non solo Alfano ma anche l’ex fedelissimo di Miccichè, Michele Cimino. Ma Miccichè piazzerà nella lista per le Europee anche Pippo Fallica, storico braccio destro rimasto escluso dalla Camera alle ultime Politiche. Un posto andrà anche a Giovanni Avanti, ex presidente della Provincia di Palermo, vicino a Saverio Romano. Ciò che sta emergendo nella nascente Forza Italia siciliana è il peso della componente ex An, già molto strutturata. All’Ars i tre ex An uscenti dal Pdl (Marco Falcone, Giorgio Assenza e Salvo Pogliese) faranno gruppo autonomo con Nello Musumeci, Santi Formica e Gino Ioppolo: si chiamerà Forza Italia/Lista Musumeci. Da questa formazione dovrebbero uscire almeno altri due candidati per le Europee: uno dovrebbe essere l’etneo Salvo Pogliese, attuale vicepresidente dell’Ars, l’altro potrebbe essere uno fra Nello Musumeci e Marco Falcone. Saranno decisive le alleanze fra candidati perchè c’è la triplice preferenza.
All’Ars ci sarà anche un secondo gruppo riferibile a Forza Italia, quello frutto della fusione fra il Pid di Saverio Romano e Grande Sud di Miccichè che conta già su Roberto Clemente, Toto Cordaro, Bernadette Grasso e Luisa Lantieri. Ma ci sono trattative in corso per portare da questa parte anche alcuni deputati dell’Mpa, in primis il palermitano Vincenzo Figuccia con cui il dialogo è in fase avanzata. Anche se in questa fase l’Mpa guarda all’area governativa Letta-Alfano: «I nostri due senatori - spiega Roberto Di Mauro - hanno votato la fiducia perchè hanno avuto garanzie sugli investimenti al Sud».

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