La nuova guida ai vini di Sicilia Ecco le cinquanta migliori etichette

In edicola dall’8 dicembre a 5 euro con il Giornale di Sicilia. E sabato 7 la cerimonia di premiazione

PALERMO. Pronta l'edizione 2014 della Guida ai vini. Per il settimo anno consecutivo il Giornale di Sicilia pubblica la più completa radiografia sul vino siciliano con tanto di schede su 150 cantine e i relativi punteggi di oltre 650 etichette. La guida sarà in vendita in tutte le edicole dell'Isola a partire dall'8 dicembre al prezzo di cinque euro (più il prezzo del quotidiano). Ed anche questa volta premieremo quelle che a nostro giudizio sono le etichette più buone tra bianchi e rossi, spumanti e dolci da meditazione. In tutto cinquanta vini. E durante la cerimonia di premiazione che si terrà il 7 dicembre alle 11.15 presso il Grand Hotel Et Des Palmes di via Roma a Palermo, ci sarà spazio per i superpremi che anche questa volta andranno al miglior spumante, al miglior bianco, al miglior rosato, al miglior rosso, al miglior vino dolce, al miglior vino nel rapporto qualità-prezzo, alla migliore azienda emergente, al miglior enologo, al miglior rapporto cantina-territorio e al miglior viticoltore.


L'uscita della guida è anche l'occasione per scattare una foto ravvicinata a tutto il mondo del vino. Che in Sicilia vive un suo paradosso. Perchè mai come adesso si sono prodotti così tanti vini buoni, mai come adesso la percentuale di imbottigliato ha raggiunto percentuali così alte, mai come adesso la percezione del brand Sicilia è così diffusa nei mercati stranieri, anche quelli più lontani. Eppure nonostante tutto questo c'è in giro tra i produttori di vino tanta sfiducia e molta paura. Due elementi che paralizzano la voglia di investire, il desiderio di scommettere, l'istinto di crescere. Sì, certo, la crisi, i crolli di consumo in Italia e le difficoltà a recuperare i crediti provocano molta preoccupazione. Eppure gli indicatori generali dovrebbero schiacciare i timori e le incertezze. Il bicchiere è mezzo pieno per la Sicilia del vino. Le opportunità tante. Dai fondi comunitari per la promozione al volano della Doc Sicilia, dalla diversità dei tanti territori che consente una offerta strepitosa per i mercati di tutto il mondo al richiamo turistico, potenzialità appena sfruttata. Tante opportunità. Bisogna saperle cogliere. Purché ci sia alla base di tutto uno spirito imprenditoriale. C'è davvero questo spirito che consente di fare impresa? O ancora c'è arretratezza culturale e troppo individualismo? Noi crediamo che arretratezza e individualismo non siano ancora marginali. Servono coraggio, fantasia e altruismo.



Ma torniamo alla guida. La Sicilia che abbiamo bevuto per questa edizione ci convince sempre di più. Migliora la qualità media, migliora anche l'idea di valorizzare i territori a dispetto di mode e tendenze. Alla fine abbiamo premiato con le cinque stelle cinquanta etichette mantenendo il numero dello scorso anno. Tre spumanti, undici bianchi, ventisei rossi e dieci vini dolci. Sugli spumanti, tipologia di grande interesse perchè tutti ci si stanno tuffando, i risultati sono ancora minimi. Abbiamo molto da imparare e da sperimentare. Ciò non toglie che abbiamo spumanti d'eccellenza. Anche sui bianchi, nonostante la media stia crescendo, possiamo fare di più. Ci aspettiamo molto dall'ultima vendemmia, complice la scorsa estate straordinariamente fresca, e forse potrebbe essere il millesimo del grande salto. Si vedrà. Sui rossi notiamo un miglioramento del Nero d'Avola: oltre un terzo delle etichette premiate in questa tipologia è ottenuto dal vitigno a bacca rossa più importante della Sicilia. Splende anche l'Etna e comunque la Sicilia orientale nel suo complesso - con i Nerello Mascalese e i Nerello Cappuccio - conferma l'altissima qualità dei suoi territori. Qualche parola sui vini dolci: dieci etichette e la Malvasia delle Lipari in grande spolvero, quasi la metà delle etichette premiate. Ed in ogni caso mettere accanto le Eolie, Pantelleria e Marsala vuol dire aggregare il più grande polo italiano di vini da dessert. Forse dovremmo crederci di più. Ma tutti insieme. Per leggere (e bere) appuntamento al prossimo 8 dicembre.

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