Tweet, ritardi, scarsi risultati: il Milan è una polveriera e Galliani potrebbe lasciare subito

Nessuna tregua in casa dei rossoneri. Il pareggio col Genoa ha continuato ad alimentare le tensioni

MILANO. Una squadra che non vince da oltre un mese, un allenatore in scadenza di contratto e da tempo in bilico, una dirigenza in piena fase di rivoluzione, e da ieri anche la minacciosa contestazione degli ultrà. È sempre più intricata la situazione del Milan e, come non bastasse, alle 5.11 del mattino dopo il pareggio contro il Genoa, è arrivato un enigmatico Tweet di Mario Balotelli: «This is the end. :-)», questa è la fine, con tanto di faccina che sorride.  Più che sorrisi, la rottura del silenzio su Twitter che durava dal 16 ottobre ha suscitato perplessità, per contenuto e orario. Parlava della fidanzata? Del suo futuro? Della squadra? O forse, si poteva ipotizzare, dell'allenatore? Balotelli si è presentato a Milanello con una decina di minuti di ritardo sull'ora del ritrovo fissato alle 10.30 (ma ben prima di Robinho), e prima dell'allenamento ha twittato ancora: un «Forza Milan comunque e sempre», con una faccina che sorride e fa l'occhiolino; poi un pensiero all'amico armeno Giorgio Petrosyan, sconfitto nella notte in un incontro di arti marziali a New York seguito da Balotelli in diretta in tv come ha spiegato lo staff dell'attaccante attraverso il sito Social Channel.  Altri forse avrebbero provato a riposarsi ma l'adrenalina può rendere complicato chiudere occhio dopo una serata piena di tensioni, con un rigore sbagliato sulla coscienza. Così, ufficialmente, dalla società non sono arrivate ramanzine, inevitabili in altri tempi.  È facile immaginare che non aiuti la situazione di precarietà di Allegri, che ha incassato un nuovo rinnovo di fiducia ma a Glasgow contro il Celtic ha molto probabilmente un'ultima chance di dare una svolta. Nè aiuta la situazione societaria, con Galliani che, una volta trovata l'intesa sulla buonuscita, potrebbe lasciare il Milan anche a dicembre dopo essere stato messo in discussione da Barbara Berlusconi. E la tensione è cresciuta dopo la contestazione piena di insulti (soprattutto verso Constant, che ha cancellato il suo profilo su Twitter) e intimidazioni degli ultrà, che con una prova di forza hanno ottenuto un confronto con Kakà e Abbiati.  Fa quasi comodo al Milan che il prossimo appuntamento a San Siro sia in programma solo l'11 dicembre con l'Ajax. Per arrivarci, Allegri martedì deve assolutamente provare a ipotecare in Scozia la qualificazione ai sedicesimi di Champions (senza Muntari, Mexes, El Shaarawy e De Sciglio) e poi recuperare in campionato, anche se il calendario non è dei più semplici con la trasferte di Catania e Livorno, e le sfide con Roma e Inter prima di Natale. La tesi della società, come ha spiegato a caldo Galliani, è che non serve nascondersi dietro alibi ma nemmeno drammatizzare: è solo novembre e c'è l'obbligo di raddrizzare la stagione, consapevoli che nel recente passato è capitato di incappare in stagioni negative anche a Juventus (2 settimi posti prima degli scudetti) e Inter, reduce da un sesto e un nono posto. Il Milan è al tredicesimo, la strada è tutta in salita.

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