Nuovi furti di cavi elettrici, in crisi le aziende agricole nel Nisseno

Nei territori comunali di Canicattì, Delia, Serradifalco e del capoluogo

CALTANISSETTA. Una nuova ondata di furti di cavi delle linee elettriche di media e bassa tensione ha messo in ginocchio le aziende agricole, le attività commerciali ed artigianali comprese nei territori comunali di Canicattì, Delia, Serradifalco e Caltanissetta. Il furto di diverse campate delle linee elettriche che attraversano i diversi territori comunali ma soprattutto alimentano le diverse cabine di derivazione del servizio ha creato il blocco delle attività di qualsiasi genere. I soliti ignoti ladri dell'"oro rosso" sono entrati in azione durante lo scorso fine settimana tra sabato e domenica notte. La scoperta però è stata fatta solo ventiquattro ore dopo quando gli utenti hanno sollecitato i tecnici dell'Enel a ripristinare la fornitura che però rischia di avvenire tra qualche settimana se non mesi. I sopralluoghi delle squadre di pronto intervento nelle varie contrade, tra cui quella di Grottarossa dove si concentra il grosso degli imprenditori canicattinesi, hanno consentito di accertare che ignoti si erano impossessati dei cavi elettrici che alimentano un florido mercato clandestino del rame, forse gestito ma comunque tollerato dalla mafia. In particolare i tecnici dell'Enel Sei hanno accertato che il furto è avvenuto in territorio tra Delia e Canicattì con ripercussioni sulle cabine di derivazione e fornitura delle contrade Grottarossa, Ramilia, Menta, Pilille, Giulfo nonché San Calogero, Afflitto, Piscazzeri e Barbieri. Per ripristinare l'erogazione elettrica secondo valutazioni prudenziali occorreranno settimane se non mesi con gravi danni sulle attività economiche e notevoli disagi per l'utenza nonché con gravi rischi sulla custodia degli immobili, delle scorte e delle attrezzature in essi contenuti. Il sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri, ha rivolto una lettera all'Enel, e per conoscenza al Prefetto di Caltanissetta, chiedendo di ripristinare in tempi celeri l'erogazione elettrica per evitare ulteriori danni alle aziende e agli utenti già duramente provati da una crisi settoriale e strutturale di cui non s'intravede l'uscita.

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