Prescrizioni «facili» in Sicilia: multe ai medici di base

Farmaci sbagliati, eccessivi o inutili: dopo l’ultimatum di Crocetta contro gli sprechi, trattenute sugli stipendi di chi fa errori. Già oltre 1.200 casi nella sola Palermo

PALERMO. Le Asp siciliane, dopo l’ultimatum della Regione, intensificano i controlli sulle prescrizioni eccessive e irregolari di farmaci: arriva così un’ondata di multe per chi sbaglia. A Palermo 314 medici di famiglia su 1.032 (quasi uno su tre) sono stati multati per prescrizioni inappropriate: da gennaio, sono state elevate 1.242 sanzioni per un totale di circa 40 mila euro. I motivi? Farmaci prescritti nel triplo delle dosi. Medicine e ormoni per donne dati a uomini e viceversa. Oppure farmaci prescritti per una malattia a pazienti che avevano l’esenzione per un’altra patologia. Il costo caricato impropriamente al servizio sanitario nazionale viene addebitato al camice bianco. Che si vede sottrarre i soldi dallo stipendio.
Pioggia di sanzioni da parte delle Asp. Circa 600 ad Agrigento con oltre 50 medici multati. Anche Catania e Trapani si sono impegnate a fermare gli sprechi e sanzionare gli errori. A Catania recuperati 200 mila euro. sanzionando 100 medici per prescrizione irregolare di farmaci per il colesterolo e gastroprotettori che, sottolineano dalla Regione, spesso sono prescritti per curare problemi causati a loro volta da eccessi di altri medicinali. A Trapani otto medici sono stati multati per un totale di 19 mila euro: avevano addebitato al sistema sanitario nazionale farmaci costosi per l’osteoporosi, che sono a carico del paziente in certe fasi della terapia.
Le sanzioni arrivano dopo che la Regione nei mesi scorsi aveva chiesto alle Asp di ridurre sprechi e irregolarità. L’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, spiega che «l'obiettivo è salvaguardare il paziente, usando bene le risorse pubbliche legate al corretto uso dei farmaci e la loro appropriata prescrizione da parte dei medici. L'assunzione di un farmaco – sottolinea l’assessore - comporta una valutazione rischio/beneficio che il medico opera e per la quale vanno assunte continue azioni di aggiornamento, come sta avvenendo grazie alla collaborazione tra medici di famiglia e dipartimenti del farmaco». Quanto alle sanzioni operate dalle aziende, l’assessore evidenzia che «sono prova di maggiore attenzione alle attività di controllo delle prescrizioni erogate».
Luigi Galvano, segretario della Fimmg Palermo, il sindacato dei medici di famiglia, replica: «Se abbiamo sbagliato paghiamo, ma denunceremo per omissione di atti d’ufficio chi non persegue al 50 per cento, come prevede la legge, gli specialisti che indicano la prescrizione sotto accusa». Galvano poi aggiunge: «Al momento della dimissione dall’ospedale o dal pronto soccorso o dopo una visita specialistica, se il farmaco è oggetto di contestazione, perseguiremo per atti d’ufficio chi prende provvedimenti solo nei confronti dei medici di base che hanno trascritto l’indicazione dello specialista». Il Codacons a Catania, dopo le multe ai medici etnei, è pronto a sostenere in un’azione legale i camici bianchi. Il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Salvatore Messina e il dirigente Ercole Marchica sottolineano che nella loro provincia la spesa annua è stata ridotta di 1,5 milioni. Messina parla di «razionalizzazione». Il commissario straordinario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna, sottolinea l’impegno dell’Asp etnea «a far usare i ricettari a medici ospedalieri e specialisti».
Intanto, arriva un’importante novità dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco: un medicinale molto usato contro l’osteoporosi, il renalato di stronzio, potrà essere prescritto adesso anche agli uomini e non solo alle donne.

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