Sei deputati via dal Pdl, si consuma lo strappo all’Ars

Misuraca e Castiglione guideranno gli alfaniani in Sicilia. La Prestigiacomo sarà coordinatrice di Forza Italia. Slitta la nascita del gruppo di Fi a Sala d’Ercole. Berlusconiani in pressing sugli ex Mpa e La Destra

PALERMO. I sei deputati vicini ad Alfano annunceranno stamani l’uscita dal gruppo del Pdl all’Ars e la creazione di una nuova formazione che si chiamerà, appunto, Nuovo Centrodestra. Mentre i berlusconiani potrebbero mantenere il vecchio gruppo Pid-Grande Sud e si apprestano ad affidare a Stefania Prestigiacomo il ruolo di coordinatrice siciliana.
La spaccatura nazionale nell’ormai ex Pdl provoca scosse di assestamento in Sicilia. Sono sei i deputati che resteranno nell’orbita di Alfano: Nino D’Asero, Vincenzo Vinciullo, Pietro Alongi, Vincenzo Fontana, Nino Germanà e Francesco Cascio. A organizzare il partito in questa fase saranno ancora Giuseppe Castiglione e Dore Misuraca.
Marco Falcone, Salvo Pogliese, Giorgio Assenza e Giuseppe Milazzo dovrebbero invece dar vita con gli uomini di Saverio Romano e Gianfranco Miccichè al gruppo di Forza Italia.
Ma qui le mosse politiche cozzano con gli equilibri parlamentari perchè un nuovo gruppo provocherebbe la perdita di importanti postazioni ai vertici dell’Ars, legate proprio ai partiti d’origine: Luisa Lantieri è nel consiglio di presidenza (e incassa un bonus da 2 mila euro al mese extra) e Milazzo prevede che «difficilmente lascerà questo incarico...». Dunque potrebbe non aderire al nuovo gruppo Forza Italia. E forse anche per non intaccare questi equilibri ieri Toto Cordaro ha frenato: «La creazione di un gruppo Fi non è una cosa da fare subito». Si potrebbe arrivare a due gruppi nell’orbita di Berlusconi, uno con gli ex Pdl e uno riferibile a Pid e Grande Sud. Altri problemi per Forza Italia sono legati al pressing sui deputati da parte di altri partiti. Bernadette Grasso, agrigentina di area Miccichè, da mesi dialoga apertamente con Crocetta e in questa fase potrebbe essere tentata di non entrare in Forza Italia per passare invece a uno dei movimenti non di opposizione: «Scioglierò la riserva dopo un confronto con Miccichè» commenta lei stessa.
A sua volta l’area Berlusconi sta pressando Mpa e Lista Musumeci per aderire al progetto. Gli uomini di Lombardo (7 all’Ars) ci stanno pensando: «Oggi riunirò il gruppo - spiega Roberto Di Mauro - e valuteremo. Confesso che mi ha chiamato Alfano proponendomi un accordo, ma non decido da solo. Noi, di certo, vorremmo federarci a un partito nazionale». A Roma Berlusconi ha chiamato Storace proponendo un accordo con La Destra che «provocherebbe» un patto anche all’Ars. Ma Nello Musumeci è cauto: «Io lavoro per la creazione di un nuovo soggetto di destra. Se l’obiettivo verrà fallito, potremo parlare con altri ma per il momento si va avanti così».
Di Mauro sussurra anche un altro commento: «Il gruppo di Alfano ha già tanti deputati...». Il riferimento è al fatto che nel Nuovo Centrodestra hanno già trovato posto i campioni del voto siciliani che, nell’ottica di un partito che avrà meno consensi del tradizionale Pdl unito, potrebbero lasciare spazi elettorali minori. Ecco perchè una formazione interamente da costruire, e con un simbolo come quello di Fi, potrebbe allettare i deputati in passato eletti nei posti bassi delle liste.

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