L’Ast: la Regione ci deve 59 milioni Gli uffici: lavoreremo per evitare il crac

L’Azienda: dal 2010 non ci vengono pagate le somme dovute. Le Infrastrutture: daremo risposte in tempi rapidi

PALERMO. Un ammasso di richieste di pagamenti, da tre anni a questa parte, sono sul tavolo della Regione e attendono una risposta. Dal 2010 al 2013 l'Ast vanta crediti dalla Regione di circa 59 milioni di euro. Per l'esattezza sono 59 milioni e 161 mila euro. Tutto riportato in una lettera che l'Azienda siciliana trasporti ha inviato, per chiedere delle spiegazioni, agli organi competenti. Tra i riceventi l'assessore regionale delle Infrastrutture e della mobilità, Antonino Bartolotta e all'Economia Luca Bianchi, i dirigenti e i sindacati. Dal 15 novembre scorso non è giunta ancora alcuna risposta.
Tra le voci di spesa: il servizio trasporto urbano nei comuni che dal 2007 avanza 15 milioni e 851 mila euro; il servizio di trasporto «I giochi delle Isole» pari a 169 mila euro. Ma anche il saldo per il rimborso delle tessere agli anziani che nel 2006 è di circa 16 milioni e 440 mila euro, dal 2008 al 2013 poco meno di 10 milioni e 500 mila euro. Il credito maggiore è quello sui rinnovi del contratto nazionale del lavoro dal 2010 a quest'anno che ammonta a 13 milioni e 800 mila euro. Segue il dato sul contributo di ricapitalizzazione, somme atte a rivalutare le sorti dell'azienda, ben 10 milioni e 900 mila euro. Per non parlare degli interessi di mora per il mancato pagamento. La Regione deve stanziare solo d'interessi circa 653 mila di euro. Grosse somme attese da tempo che aggravano la condizione in cui versa la società che si occupa del trasporto urbano, già colpita dai tagli e sommersa dai debiti.
Lo scorso anno, infatti, la Regione aveva attuato ingenti riduzioni che hanno provocato non pochi disagi. Sono stati dismessi oltre 4.800 chilometri di percorsi: i servizi urbani ad Acireale, Augusta, Caltagirone, Chiaramonte Gulfi, Gela, Lentini e Carlentini Ragusa, Gela Salemi e Siracusa. E ridotti invece del 20% i servizi a Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Modica, Paternò e Scicli. Dismesse anche altre linee extraurbane in provincia di Catania, Enna, Ragusa, Trapani e Palermo. A monte dei crediti l'Azienda vanta debiti per 32 milioni e 867 mila euro. Una lunga lista di fornitori da pagare (9 milioni e 683 mila euro), l’Inps (1 milione e 105 mila euro), gasolio (6 milioni e 366 mila euro), oneri previdenziali (solo per novembre 850 mila euro), fatture leasing degli ultimi autobus (circa 8 milioni di euro), Irpef (1 milione e 815 mila euro).
Per non parlare degli stipendi di novembre da pagare ai dipendenti che, secondo la nota, sono pari a 1 milione e 950 mila euro. Una buco nel bilancio che secondo i sindacati è dovuto a una cattiva gestione dell'azienda e che porterà al fallimento della partecipata della Regione: «Con questo andazzo l'Ast è destinata a morire - afferma Amedeo Benigno, il segretario della Fit Cisl Sicilia - e noi non lo permetteremo. Se non ci presenteranno un piano d'impresa credibile, istituendo un tavolo tecnico di trattativa che migliori le sorti del trasporto urbano, attueremo seri provvedimenti. Siamo disposti perfino a barricare le strade con i pullman. La Regione - conclude il segretario - ci dica qual è il progetto per questa azienda. L'Ast, dal canto suo, invece di chiedere promozioni faccia un urgente programma di rilancio dell'Azienda stessa. Chiediamo un piano di riorganizzazione dell'Azienda e un contratto integrativo per i 1.100 dipendenti».
La lettera inviata dall'Ast non è ancora giunta alla Regione: «Non ho avuto alcuna notizia in merito - afferma Giovanni Arnone, il dirigente generale del Dipartimento regionale delle Infrastrutture - sarà tra l'ammasso di lettere che riceviamo giornalmente. Verificherò nei prossimi giorni, mi sono insediato solo da qualche mese. Se sussistono degli adempimenti risolveremo in tempi rapidissimi. Non possiamo permettere che l'azienda partecipata della Regione vada in crisi».

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