Sicilia, Tempo libero

Pietre, collane e creatività Nasce la «bijou-mania»

Piccoli gioielli, poco costosi ma unici, realizzati in casa. Fili e perline per riscoprire un talento che, in alcuni casi, si trasforma in fonte di guadagno extra

PALERMO. Un naso perfetto, occhi profondi come laghi e una bocca a cuore, sono dettagli capaci di rendere un volto particolare e indimenticabile, proprio come i giusti accessori, secondo molti appassionati di moda, sono la vera essenza di un look curato ed ammirato. Ed i bijou, in tal senso, nel guardaroba di una donna non sono mai abbastanza, perché ottengono proprio l'effetto di rendere speciale anche una maglia e un jeans.
Sarà la austerity, sarà la diffidenza ad ostentare ma, ultimamente, i gioielli più costosi, con griffe e pietre pretenziose hanno una vita meno mondana e fitta di impegni pubblici di orecchini, bracciali e collanine realizzati con pietre non preziose, che gareggiano, piuttosto, nella categoria del grazioso, originale e soprattutto del nuovo. La parola chiave, infatti, è cambiare spesso, sperimentare, scovare il talento unico e l'oggetto diverso da tutti gli altri. Proliferano in questo periodo le creatrici di bijou e da un hobby trascurato, o una tendenza soffocata dal quotidiano, il lavoro manuale con pietre, fili e perline è diventato un talento da riscoprire e rendere pubblico e, in tanti casi, fonte di guadagno extra.
Il web è sempre un gran palcoscenico ma anche il mondo reale vuole la sua parte. Nascono nuovi atelier e ritornano i salotti, le riunioni tra amiche dove, tra una merenda e una chiacchierata, non è più un detersivo ad essere mostrato, ma tanti oggettini handmade.
A Palermo, nelle scorse settimane, ha debuttato, in via Nicolò Gallo, «Il Salottino di Chicca e Chiara». Un’idea palermitana-milanese tutta in famiglia. Chiara Hoffmann, insieme alla cognata Francesca Becchini, stilista e imprenditrice di abbigliamento per bambini, che fa la spola da Milano per amore, ha messo il suo gusto per l’ospitalità e la rete di amicizie per promuovere sia i capi della linea Fiabesca della Becchini, sia le creazioni di altre designer. Tra queste Chiara Raimondi con Allù, gioielli realizzati in corno grezzo, Gabriella Amodeo con Vichi, orecchini in pizzo e macramè con pietre preziose e, ancora, le proposte del Salottino di Giuly, di Giulia Russolo di Milano che, nell’ottica del gemellaggio, ha inviato una linea di gioielli d’argento bagnato in oro, d’ispirazione classica, con maglie di metallo martellate come le borsette in pitone originale, lavorate direttamente da Dubai.
Tra le proposte di Fiabesca, invece, una divertente e soffice spilla in piumino, a forma di fiocco, per decorare i cappotti, le giacche e le mantelle ma anche i cerchietti e le mollettine delle bimbe. Un’idea romantica per soli 5 euro. «Ripeteremo l’esperienza al più presto, già entro Natale – commenta Chiara Hoffmann, che nella vita è psicoterapeuta – questa nuova formula di socialità, che promuove la manualità e il talento, è stata molto apprezzata e, per cinque giorni, abbiamo avuto un afflusso continuo. Io e le mie amiche ci siamo divertite a preparare ogni dessert personalmente».
Tra un gruppo rock e l’atro anche L’Officina di Palermo, il locale del poliedrico imprenditore Alessandro Di Dio, cavalcando la tendenza del momento, nei giorni scorsi, ha allestito stand e bancarelle nell’ampio salone che imita quello di un meccanico. Tra le creative esposte, la palermitana Anna La Licata. «Al momento non si tratta di una vera e propria attività - racconta - ma ho deciso di non trascurare più la mia passione per il disegno e la creazione di accessori. Cerco di esprimermi attraverso queste ”piccole gioie” che, grazie a tante amiche ho la possibilità di ammirare così addosso. Sono pensate per occasioni particolari ma anche per il quotidiano. I materiali che utilizzo sono l’ottone, l’argento, il corno e il plexiglass. Mi piacciono le linee maestose, dalla forte personalità e prediligo le grosse catene. Li ho chiamati “Opulentia” e sono pezzi unici, ispirati alle donne ritratte dai pittori del Seicento e del Settecento».

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