Sicilia e-Servizi, il socio privato licenzia i 76 dipendenti

L’azienda cura la rete informatica della Regione e il 23 dicembre cesserà le proprie attività. Lettera ai prefetti: uffici a rischio paralisi

PALERMO. Il socio privato di Sicilia e-Servizi, azienda di cui la Regione è partner di maggioranza, ha comunicato ai sindacati l’avvio della procedura di mobilità per i 76 dipendenti, che curano i servizi informatici dell’amministrazione regionale, «per cessazione attività». E in una lettera inviata alle prefettura di tutta l’Isola, ha ricordato che dal prossimo 23 dicembre, terminando l’attività, ci sarà il rischio di paralizzare le normali attività degli uffici regionali.

Sicilia e-Servizi infatti non è «autosufficiente»: dal 2007, in virtù di una convenzione con la Regione, si è occupata della rete informatica avvalendosi però dell’opera del socio privato, appunto la Sicilia e-Servizi Venture, che fa capo a due colossi dell’informatica, Engineering e Accenture. Il partner privato avrebbe dovuto formare il personale e trasferirlo alla società madre prima della fuoriuscita. Ma questo non è ancora avvenuto, anche per le polemiche sull’assunzione senza concorso degli esperti informatici, in diversi casi legati alla politica.

Il 23 dicembre però si avvicina e i servizi saranno interrotti. In una lettera inviata a tutte le prefetture dell’Isola, l’amministratore delegato della Venture, Giuseppe Bosco, ha comunicato il rischio «che si possano verificare diservizi, malfunzionamento o ritardi che potrebbero ricadere sulla collettività generando potenziali confusioni, polemiche e problemi di ordine pubblici». I servizi gestiti sono infatti di primaria importanza: «Ci si riferisce - spiega ad esempio Bosco - all’impossibilità di elaborare i cedolini dei dipendenti regionali, di utilizzare la prenotazione informatizzata delle prestazioni sanitarie, di gestire i mandati di pagamento della Regione o il sistema di emergenza del 118. E non si tratta di interruzione di pubblico servizio - sostiene Bosco - perchè non siamo noi responsabili del servizio». In ballo c’è anche l’enorme banca dati della Regione, custodita tra l’altro in archivio elettronico in Valle D’Aosta.

Ieri non è stato possibile ottenere una replica dal governo regionale, che sta comunque tentando di correre ai ripari: tra le ipotesi in campo c’è quella di trasferire le competenze di Sicilia e-Servizi presso il nuovo ufficio di coordinamento dei sistemi informatici istituito presso il dipartimento della Funzione pubblica. Ri.Ve.

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