Sicilia, Economia

Bankitalia, la Sicilia a fondo: disastro economico

PALERMO. Se non è il fondo, ci manca davvero poco. I primi sei mesi dell'anno per la Sicilia sono stati un disastro. Tutti gli indicatori economici analizzati da Bankitalia nell'aggiornamento congiunturale alla nota sulla situazione dell'economia nell'isola sono negativi. E tracciano un quadro disarmante, orribile: 65 mila posti di lavoro persi in in raffronto col primo semestre 2012, disoccupazione al 21,1% (+1,7% sul semestre 2012), imprese alla canna del gas con cali di fatturato e investimenti al palo, scambi con l'estero a -17,9% con l'export petrolifero crollato a -28,4%, mercato immobiliare paralizzato e sempre meno mutui per l'acquisto di abitazioni (-26,9%), settore delle costruzioni in perenne discesa, persino il turismo è segna il passo con gli arrivi di italiani in diminuzione mentre tiene quello straniero con una spesa che cresce del 12,4%. E se si osservano i flussi del mercato finanziario la crisi appare proprio nera: rispetto al 2012 quando era stato registrato un rallentamento pur rimanendo il dato di segno positivo, nel primo semestre i prestiti a imprese e famiglie sono in calo, -1,1%. Un dato su tutti da' la misura delle sabbie mobili in cui è impantanata la Sicilia: le sofferenze bancarie sfiorano il miliardo di euro (936 milioni), con un incremento del 18% rispetto al 2012, il doppio della media nazionale. La domanda di credito va a picco, l'offerta rimane rigida con gli spread che schizzano in su' sui prestiti giudicati a maggiore rischio, mentre il tasso di decadimento cresce dal 3,2 al 3,5%, indice di una qualità del credito in ribasso. Cresce l'indebitamento della Pubblica amministrazione (+6,8%), mentre le imprese che dispongono di liquidità preferiscono accantonarla a deposito, come dimostra l'incremento della raccolta bancaria, pari al 2,6%, mentre il rialzo dei depositi è del 4%.    
L'unico segnale, considerato positivo dal responsabile della sede siciliana della Banca d'Italia Giuseppe Arrica, arriva dalle aspettative delle imprese per il 2014, come dimostra un sondaggio effettuato dal centro studi tra un campione di aziende che intravede la luce, seppure flebile, a inizio del prossimo anno con un aumento degli ordinativi. "Ma la ripresa dovrà partire a livello nazionale", avverte Arrica.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati