Ancora dubbi su rata Imu Saccomanni: è difficile trovare fondi

Governo chiede a Pd-Pdl coperture a emendamenti Legge di Stabilità

ROMA. Cresce l'irritazione del Governo per  la girandola di proposte della propria maggioranza sulla legge  di stabilità, tutte al momento prive di coperture certe. Cosa  che ha solo contribuito al cortocircuito comunicativo sulla  manovra. In attesa degli emendamenti che dovranno essere  presentati giovedì in commissione Bilancio del Senato il Tesoro  ha ripreso l'ultimo dossier rognoso dell'anno, quello sulla  seconda rata dell'Imu, per la quale il ministro Fabrizio  Saccomani ha fatto capire la difficoltà a trovare i fondi per  cancellarne il pagamento.     Sul versante dei Conti pubblici oggi è stata una giornata  «double face» per l'esecutivo: da una parte l'ottimo andamento  del collocamento dei Titoli pubblici, dall'altro la previsione  dell'Ue sulla crescita per il 2014 che si fermerebbe allo 0,7%  rispetto all'1% stimato dal Governo. Cosa che richiederebbe una  revisione della Legge di Stabilità: ma tanto Palazzo Chigi che  Saccomanni, si sono detti certi dei propri dati. Le cifre di  Bruxelles hanno naturalmente dato il destro ai falchi del Pdl,  Renato Brunetta in testa, di criticare il Governo.     Ad indisporre l'Esecutivo è stata la ripetuta richiesta,  tanto del Pd che del Pdl, di aumentare l'impatto della manovra,  specie del taglio al cuneo di un paio di miliardi, senza  indicare coperture certe, come pure richiesto dal premier Enrico  Letta ai segretari dei partiti la scorsa settimana. «Non c'è un  'nò pregiudiziale all'aumento della manovra lorda - spiega il  sottosegretario Giovanni Legnini - ma le risorse devono essere  certe». E invece il Tesoro ritiene che le entrate proposte dal  Pd (nuova versione della Tobin tax o aumento dell'aliquota sulle  rendite finanziarie) sarebbero inferiori alle indicazioni: per  esempio la «Gogle tax, per il governo, darebbe 50-60 milioni e  non 1 miliardo come stima Francesco Boccia (Pd), presidente  della commissione Bilancio della Camera. Stesso discorso per i  tagli proposti dal Pdl, come l'abolizione delle Province o degli  Iacp, o il condono delle cartelle Equitalia, stoppato dal  sottosegretario Pier Paolo Baretta.     Mercoledì ci saranno degli incontri tra il Governo e i  partiti di maggioranza, nonchè con i due relatori, Giorgio  Santini (Pd) e Antonio D'Alì. Poi giovedì gli emendamenti.     Ma sul tavolo del Tesoro è stato ripreso il dossier sulla  seconda rata Imu, che scade il 16 dicembre, e sulla quale  Baretta ha »confermato l'impegno del governo« a non farla  pagare. In serata, da Londra, Saccomanni ha ammesso: »Non sarà  facile evitare la seconda rata dell'Imu, ma si può fare«.  L'ipotesi più accreditata, sostenuta anche da Scelta Civica con  Enrico Zanetti, è quello di utilizzare le entrate derivanti  dall'aumento del valore delle quote delle Banche in Banca  d'Italia. Il Governo ha infatti riferito ai relatori della Legge  di stabilità che intende varare il decreto entro il 2013,  utilizzando per quest'anno gli introiti. Al di là dell'aspetto  tecnico c'è un passaggio politico, sottolineato da Saccomanni:   »si tratta di trovare consenso politico se si vuole intervenire  in un modo rispetto che in un altro«; il Governo non intende  infatti impegnare oltre 2 miliardi per poi finire sotto il fuoco  incrociato, specie dei falchi del Pdl.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati