Con un vero «regista» tutto più facile

La squadra sta trovando il giusto equilibrio. Col recupero di Bacinovic centrocampo più solido

La novità tecnico-tattica di Avellino è rappresentata dall’impiego di Armin Bacinovic davanti alla difesa. E quando allo sloveno è finita la benzina in questo ruolo ha giocato Verre. O forse sarebbe più corretto dire: la novità di Avellino è che Iachini ha rinunciato a impiegare Barreto nel ruolo di regista. Non vogliamo dire che il Palermo ha giocato la migliore partita di campionato per questo motivo, però fin dalla prima giornata di campionato abbiamo sostenuto l’esigenza che ognuno venisse impiegato nel ruolo in cui ha sempre giocato. Quest’anno, invece, è accaduto che spesso Pisano abbia giocato a sinistra, che Barreto facesse il regista e che Stevanovic fosse schierato nel ruolo di interno di centrocampo. Iachini ha messo le cose a posto: le camice nel cassetto, i cappotti negli armadi, le scarpe nella scarpiera. Per una squadra senza campioni (ci dispiace dirlo ma non lo sono nè Hernandez nè Dybala) ci sembra un necessario punto di partenza.
Ad Avellino è accaduto anche che il Palermo ha «fatto» la partita ed ha tirato in porta più degli avversari pur schierando due soli giocatori offensivi, senza una terza punta o piuttosto un trequartista. Finora con questo modulo (a Siena) s’era reso pericoloso solo in contropiede. Questa circostanza apre nuovi fronti di riflessione. Il primo è che una squadra corta e ben organizzata potrebbe anche attaccare senza brillanti palleggiatori in mezzo al campo. Giocare nello stesso modo anche in casa può diventare una tentazione, anche se a nostro parere al Barbera un posto a Verre andrebbe sempre trovato. Dove? Bella domanda. Gli allenatori sono ben pagati soprattutto per fare le scelte più scomode.
La seconda riflessione riguarda il trequartista, punto cardine nel modulo di Gattuso. Di questo passo sparirà. Del resto questo è un ruolo particolare, se vogliamo un lusso. Il trequartista o fa la differenza o è un peso. Non essendo nè un mediano, nè un attaccante. Si fa presto a dire fantasista, numero dieci e roba del genere. Qui sono passati Zauli, Pastore, lo stesso Ilicic della prima ora faceva la differenza. Oggi i funamboli rosanero sono all’angolo, questo è il Palermo di Barreto, Bolzoni, Lafferty e Belotti, gente concreta e con tanti muscoli. E di questo passo, se non comincerà ad essere decisivo, anche Dybala perderà il posto. Con buona pace per quei tredici milioni che gridano vendetta.

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