Tennis, Fed Cup: l'Italia abbatte la Russia e centra il quarto titolo

Sara Errani firma il terzo punto contro la Kleybanova che vale la vittoria della finale

CAGLIARI. Le «Sorelle d'Italia» entrano nella storia del tennis. Con la vittoria a Cagliari sulla Russia per 4-0, le azzurre di Corrado Barazzutti conquistano il quarto titolo mondiale (dopo i successi del 2006, 2009 e 2010) nella finale della 50/a edizione della Fed Cup di tennis, la Coppa Davis al femminile. Sara Errani, Roberta Vinci, Flavia Pennetta e Karin Knapp (oltre a Francesca Schiavone, in tribuna a fare il tifo per le compagne): sono loro le «Sorelle d'Italia» che, dopo aver battuto la Repubblica Ceca - vincitrice delle ultime due edizioni - in semifinale a Palermo, nell'altra isola felice, la Sardegna (qui l'Italia del tennis ha sempre vinto, sette volte in Coppa Davis - compreso lo storico successo sulla Svezia di Wilander nel 1990 - e due in Fed Cup) hanno chiuso facilmente la pratica Russia, giunta in Italia con le riserve (mancavano all'appello le prime dieci tenniste, dalla Sharapova in giù). Una squadra meravigliosa, l'ha definita subito dopo il trionfo Sara Errani. Un gruppo sempre unito. Amiche dentro e fuori dal campo, che ci tengono, eccome, al tricolore, al contrario di altre nazionali in cui le top player solitamente snobbano questa competizione. Ed è stata proprio la nostra numero 1, sul centrale in terra rossa del TC Cagliari, a conquistare il punto decisivo, in appena un'ora, contro Alisa Kleybanova, preferita dal capitano russo alla Panova che ieri era uscita dal campo con i crampi dopo la maratona di oltre tre ore con Roberta Vinci. Non c'è stata partita: 6-1, 6-1 per l'emiliana numero 7 al mondo, che aveva faticato di più ieri sera con la diciottenne mancina Khromacheva. Tra palle corte e dritti potenti, Errani ha fatto ammattire la russa numero 183 al mondo, ma tra le prime 20 sino a due anni fa, applaudita dal pubblico di casa, al suo ingresso in campo, quando lo speaker ha ricordato la sua battaglia - per fortuna vinta - contro un avversario chiamato tumore. Sul 3-0, a risultato acquisito, niente quarto singolare e in campo sono scese per il doppio le azzurre Flavia Pennetta e Karin Knapp, che hanno battuto, in 1 ora e 45', la coppia russa Gasparyan-Khromacheva per 4-6, 6-2, 10-4 (nel super tiebreak disputato al posto del terzo set). «Un grandissimo gruppo, che è entrato nella storia dello sport: sono ragazze attaccate alla nazionale, con questo spirito si vince», ha commentato a caldo Barazzutti dopo la grande festa in campo, con tanto di gavettone subito. «L'ultima partita? C'era la concentrazione giusta, d'altra parte ci stavamo giocando il mondiale. E Sara è stata come sempre una campionissima. Sono state tutte grande protagoniste e devo ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a questo progetto e a questo successo, dai coach allo staff medico. Io? Cerco di fare quello che posso, ma ripeto, sono loro le vere protagoniste, questa è una squadra fortissima». E sulle polemiche per le assenze in casa russa, Barazzutti taglia corto: «Sono problemi della loro federazione, in semifinale abbiamo battuto la squadra più forte del mondo. La rinuncia delle migliori giocatrici russe non scalfisce la nostra vittoria, questa squadra non deve dimostrare niente a nessuno». La pensano così anche le azzurre: «Noi siamo contente di aver vinto, non certo arrabbiate perchè ci hanno snobbato. E ringraziamo questo meraviglioso pubblico, i sardi hanno fatto un tifo eccezionale», hanno detto all'unisono.

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