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Gela, licenziato per avere fumato al lavoro: operaio «reintegrato» dal giudice

Rosario Ardore, 49 anni, era stato silurato dall’azienda che lo aveva scoperto con una «bionda» in un forno

GELA. Licenziamento sproporzionato in relazione all'infrazione commessa. Con questa motivazione il giudice del lavoro, Alessandro Laurino, ha reintegrato alla Smim un operaio che era stato licenziato per aver fumato una sigaretta durante un intervento di manutenzione. Nello specifico, Rosario Ardore, 49 anni, era stato licenziato il 5 novembre del 2011 a conclusione di un procedimento disciplinare. Era stato trovato a fumare una sigaretta all'interno di un forno dello stabilimento mentre si effettuavano interventi di manutenzione. Il suo legale difensore, avvocato Emanuele Maganuco, aveva impugnato il provvedimento davanti al giudice, ritenendo eccessiva la sanzione inflitta al suo cliente in relazione alla mancanza commessa. La condotta venne considerata come una grave infrazione ma – secondo la difesa – non avrebbe messo a repentaglio la sicurezza di cose o persone in un'area bonificata ed in base ad un “permesso rosso” che avrebbe comunque consentito l'uso di una fiamma ossidrica o del cannello. Altra contestazione mossa all'azienda è quella di non aver sentito le giustificazioni dell'operaio, che pure aveva chiesto di poter essere ascoltato. La Smim ha replicato, tramite i suoi legali, che in quella zona c'era il divieto assoluto di fumo, i pericoli per la sicurezza di persone e cose anche in relazione all'attività imprenditoriale svolta all'interno della Raffineria di per sé rischiosa che aveva suggerito al datore di lavoro “tolleranza zero”. Secondo il giudice non era determinante capire se l'operaio stesse in effetti fumando una sigaretta o meno in quel momento, ma quali potevano essere le conseguenze sull'impianto o le altre persone. Il comportamento del datore di lavoro è ritenuto legittimo perchè l'operaio poteva mettere a rischio l'incolumità di colleghi. Il giudice invece ha voluto capire ed accertare se il pericolo si sia in effetti concretizzato, tanto da meritare il licenziamento dell'operaio. Il “permesso rosso” è l'autorizzazione a compiere lavori a caldo, cioè usare la fiamma ossidrica o il cannello per saldare o tagliare metalli. L'intervento di manutenzione è avvenuto ad impianto fermo ed il forno composto da mattoni refrattari. L'unico pericolo era rappresentato da una eventuale fuoriuscita di gas. Di conseguenza l'operaio poteva essere sanzionato con una sospensione. La Smim dovrà pagargli tutti gli stipendi oltre gli interessi legali dal giorno del licenziamento e reintegrarlo in servizio.

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