San Cataldo, sfregio al cimitero Notte di Halloween da orrore

SAN CATALDO. Effigi sfregiate con i colori del sangue, bestemmie sulle tombe, statue e crocifissi tinte con bombolette spray rosse e immaginette del Cristo ridotte in frantumi. Mai San Cataldo avrebbe voluto svegliarsi così nel giorno in cui il cimitero assume valenza ancora più sacra. Nel luogo più caro ai cittadini sancataldesi, dove riposano i defunti, padri, madri, nonni di tutta la collettività, una scena vergognosa che assume ora caratteri inquietanti. Già perché mai i vandali si erano spinti a tanto, fino a profanare il posto più sacro della città. Un episodio che ha addolorato non solo i visitatori del cimitero, che nelle prime ore del mattino hanno visto le lapidi dei propri cari ridotte in quello stato, ma anche dei tanti cittadini per bene che hanno espresso condanna e indignazione per quanto è successo. I lavoratori della Geoagriturismo ieri hanno lavorato fino a tarda sera per ripulire le decine di tombe imbrattate. «Sono profondamente indignato e preoccupato – ha dichiarato l’assessore Giuseppe Anzalone – per la profanazione del nostro cimitero con scritte dissacratorie che rappresentano un fatto inquietante e particolarmente oltraggioso per l’intera collettività. Non può essere considerata soltanto una bravata perché studiata e organizzata in ogni suo dettaglio. Questo grave atto colpisce non solo i credenti ma la collettività tutta. Per la città rappresenta una macchia indelebile. Incontrerò immediatamente tutte le agenzie educative presenti nel territorio per interpretare ma anche affrontare, assieme alle famiglie, alle istituzioni civili e religiose, il recupero di quei valori sani che hanno costituito da sempre i cardini imperanti della nostra comunità. Ho chiesto alle forze dell’ordine d’individuare prontamente coloro che si sono macchiati di tale gesto, perché la città disgustata e offesa, mentre attende le risultanze delle indagini in corso, vuole capire il perché di tale azione». Un atto che richiama tutti alle proprie responsabilità come ha sottolineato l’arciprete padre Biagio Biancheri, «c’è un malessere strisciante tra i ragazzi – ha detto – e credo che tutti dovremo collaborare. Penso alle scuole a alle istituzioni tutte che devono impegnarsi a far passare messaggi di vita e non di morte e di valori conformi alla nostra cultura e tradizioni». Sull’episodio indagano i carabinieri della locale tenenza.
 

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