Sicilia, Cronaca

Il Papa: migliori condizioni di vita per i superstiti dei naufragi

CITTA' DEL VATICANO. Nella messa di Ognissanti celebrata ieri pomeriggio al cimitero romano del Verano - a vent'anni esatti dall'ultima visita di un Pontefice - il pensiero di papa Francesco è andato ancora ai tanti migranti morti in mare, a quelli sopraffatti dalla sete e dagli stenti nel deserto del Niger, e anche alle centinaia di superstiti che nei centri di accoglienza meritano condizioni di vita migliori.    
Le immagini dell'ultima strage di migranti, delle decine di uomini, donne e bambini morti disidratati nel deserto, ha rinnovato in Bergoglio l'angoscia suscitata dai naufragi nel Canale di Sicilia, con le centinaia di annegati cui lui stesso ha voluto portare la sua benedizione con il viaggio a Lampedusa. E che tale ricordo sarebbe stato in primo piano anche nella visita al Verano per la messa di Tutti i Santi (l'ultimo Papa a celebrarvela era stato Giovanni Paolo II il primo novembre del 1993) l'aveva annunciato lui stesso già ieri all'Angelus.    
"In particolare, pregherò per le vittime della violenza, specialmente per i cristiani che hanno perso la vita a causa delle persecuzione", ha detto Bergoglio in Piazza San Pietro dopo la recita della preghiera mariana. "Pregherò anche in modo speciale - ha poi proseguito - per quanti, fratelli e sorelle nostri, uomini, donne e bambini, sono morti assaliti dalla sete, dalla fame e dalla fatica nel trafitto per raggiungere una condizione di vita migliore". "In questi giorni abbiamo visto nei giornali quell'immagine crudele del deserto - ha detto ancora il Papa rivolto ai fedeli -: facciamo tutti, in silenzio, una preghiera per questi fratelli e sorelle nostre". Per il resto il Pontefice aveva dedicato l'Angelus al concetto che i santi "non sono superuomini, né sono nati perfetti", ma "sono come noi, come ognuno di noi", spendendo però "la loro vita al servizio degli altri", sopportando "sofferenze e avversità senza odiare" e rispondendo "al male con il bene, diffondendo gioia e pace". Nell'omelia della messa al Verano, tradizionalmente in suffragio dei defunti, il Papa parlando "a braccio" ha quindi invitato ognuno a guardare al proprio "tramonto" con "speranza" e con "gioia".    
Ma è stato al termine della liturgia, dopo la benedizione delle tombe, che Bergoglio è tornato a rivolgere lo sguardo alle vittime delle odissee tra Africa ed Europa. "Anche vorrei pregare in modo speciale per questi fratelli e sorelle nostri che in questi giorni sono morti mentre cercavano una liberazione, una vita più degna", ha detto. "Noi abbiamo visto le fotografie, la crudeltà del deserto, abbiamo visto il mare dove tanti sono affogati - ha proseguito -. Preghiamo per loro".  "E anche preghiamo - ha aggiunto papa Francesco - per quelli che si sono salvati, e in questo momento sono in tanti posti d'accoglienza, ammucchiati, sperando che le pratiche legali si affrettino per potersene andare da un'altra parte, più comodi, in altri centri di accoglienza".    
La Chiesa, quindi, mette il ricordo dei migranti morti al centro di queste giornate dedicate al suffragio dei defunti e alle visite ai cimiteri. "Quest'anno non possiamo dimenticare i nostri fratelli e le nostre sorelle morte tragicamente nel Mediterraneo durante i viaggi della speranza e sepolte nei cimiteri del nostro Paese", dice la Fondazione Migrantes della Cei. "Una morte assurda, vergognosa - come ha ricordato Papa Francesco - che richiama la responsabilità dell'Italia e dell'Europa a nuove forme e strumenti di protezione internazionale, ma anche di cooperazione per lo sviluppo e la pace dei popoli", sottolinea. Dall'inizio dell'anno "sono già oltre settecento i morti accertati nel canale di Sicilia: eritrei, somali, egiziani, palestinesi, nigeriani, sudanesi... persone di cui non conosciamo il nome e che sono diventati numeri", mentre altre morti, ricorda ancora Migrantes, "sono avvenute durante il viaggio nel deserto, nelle carceri libiche, nelle violenze di gruppo".  Le sollecitazioni del Papa, comunque, sono state subito fatte proprie dal sindaco di Roma Ignazio Marino, che lo ha incontrato e abbracciato al Verano. "Roma è pronta ad accogliere i sopravvissuti della tragedia di Lampedusa - ha affermato -. Spero che nelle prossime ore si possa completare il percorso legale".

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