Una messa in suffragio dei naufraghi Comunità mussomelese mobilitata

MUSSOMELI. Una messa in suffragio per i 24 morti annegati nel canale di Sicilia e tumulati nel cimitero di Mussomeli. La città, con in testa le istituzioni, ha dato l'omaggio alle povere vittime del disgraziato naufragio dello scorso 3 ottobre, quando centinaia di migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Ieri mattina, nella cappella del cimitero, don Sebastiano Lo Conte, cappellano del camposanto, ha officiato la celebrazione religiosa. Una funzione, che sebbene in rito cattolica, è stata rispettosa anche del credo di chi cattolico non è. "Le povere vittime sono al cospetto del Dio unico; il Dio unico dei cristiani, degli ebrei e dei musulmani" ha specificato il sacerdote. Intanto il governatore della Misericordia Carmelo Barba ha fatto pervenire ai quattro dirigenti scolastici deglio altrettanti istituti scolastici cittadini, una lettera con cui chiede il coinvolgimento delle scuole per l'iniziativa intrapresa dal comitato spontaneo pro vittime del mare di Lampedusa per la collocazione di altrettante lapidi con incisioni e portafiori nei 24 loculi del camposanto. "In qualità di governatore della Misericordia di Mussomeli- scrive Barba- vi chiedo se è possibile rappresentare ai genitori degli alunni l'esigenza di un atto di generosità, un euro per la copertura delle spese delle 24 lapidi, incisione e portafiori, relative alla sepoltura delle salme delle vittime di Lampedusa, accolte nel nostro Camposanto. Ritengo che un simile gesto sia altamente educativo per i ragazzi e costituirebbe una simbolica testimonianza concreta di solidarietà".

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